Fonte: Trentino Mmt

Autore: Mattia Maistri, presidente Trentino Mmt

Trentino Mmt

Al termine di un mese intenso, in compagnia di Warren Mosler e dei suoi interlocutori, val la pena riordinare le idee e provare a fare sintesi. Sono convinto che, per capire il valore profondo e le reali potenzialità della MMT, sia indispensabile ragionare a tre livelli: economicopolitico e esistenziale; oppure utilizzare tre chiavi di lettura che rimandino, rispettivamente, allo strumento, all’obiettivo, all’orizzonte.

Andiamo con ordine.

1. Lo strumento è quello economico.

Su questo sito, ma ancor più sui siti che da molto tempo si occupano di divulgazione MMT in Italia (www.mmtitalia.infowww.retemmt.itwww.economiapericittadini.itwww.csepi.it) è possibile trovare tutto il materiale sufficiente per comprendere l’impianto teorico della MMT. Per questa ragione, non mi soffermerò più di tanto su questo elemento, poiché è possibile per ciascun lettore visitare quei siti e trovare risposta a tutte le domande “tecniche”.

Per rinfrescare la memoria, però, vale la pena accennare ai pilastri della teoria monetaria moderna: la definizione di moneta “fiat” (cioè emessa dallo Stato sovrano che ne è l’unico monopolista, senza vincoli esterni); il vero ruolo delle tasse e delle imposte (che con moneta “fiat” non servono in alcun modo a finanziare la spesa pubblica, ma a garantire il legame tra i cittadini e lo Stato, a controllare l’inflazione o la deflazione, a favorire o ostacolare determinati consumi o produzioni); l’importanza virtuosa del debito pubblico (che è il perfetto corrispettivo del credito privato); il ruolo di garanzia della Banca Centrale (che, se vuole, rende tecnicamente impossibile qualsiasi fallimento o default dello Stato sovrano).

Ma che ce ne faremmo di uno strumento se non avessimo un fine che ne giustifichi l’utilizzo? Ecco perché comprendere correttamente i meccanismi macroeconomici (strumento) è funzionale alla realizzazione dell’obiettivo, che è per forza di cose politico.

2. L’obiettivo politico che la MMT consente di raggiungere è la garanzia della sovranità pubblica al di là di qualsivoglia ingerenza oligarchica.

Grazie al monopolio monetario di cui gode lo Stato, esso è in grado di indirizzare l’economia e dare piena attuazione al modello democratico. La MMT di per sé non garantisce la democrazia, così come il possesso di uno strumento non garantisce la realizzazione dell’obiettivo. Ma ne è la condizione essenziale. In virtù dei mezzi forniti dalla teoria monetaria moderna è possibile costruire un’economia per il benessere collettivo, che svincoli le nostre vite dalle logiche oppressive del mercato e che dia realizzazione alla progettualità che milioni di cittadini sognano per l’attuale e le future generazioni.

Mi spiego: se nell’Italia di oggi (priva di moneta “fiat” e in un contesto come quello dell’Eurozona che non sembra affatto volerne beneficiare) ci fosse una maggioranza di governo che avesse realmente a cuore il benessere collettivo popolare, essa sarebbe di fatto incapace di agire al di là delle minacce oligarchiche di corporation, finanza speculativa e poteri stranieri (basti pensare a quello che sta accadendo in Grecia). Ciò significa che nemmeno le persone migliori, nelle presenti condizioni, potrebbero lavorare per il “bene pubblico”. Per questo, lo strumento economico della MMT è fondamentale per riformare le basi economiche, politiche e giuridiche dell’attuale sistema. Ignorare tale aspetto, come molte “anime belle” fanno, significa parlare al vento e condannarsi a risultare inutili, se non addirittura dannosi.

Chi realmente abbia a cuore la sovranità democratica e voglia contribuire alla costruzione di un modello politico capace di favorire un’economia per i cittadini e il pubblico interesse, non può sottrarsi alle proprie responsabilità. Ciò significa, comprendere che senza il mezzo economico, l’obiettivo politico democratico è irraggiungibile. Partiti politici, associazioni, gruppi informali, singoli cittadini in possesso di idee straordinarie hanno la necessità di procurarsi il mezzo economico adatto a dare forma concreta a quelle idee. La MMT è uno strumento chiaro ed efficace. E tutte le realtà MMT mondiali sono pronte a qualsiasi confronto per dimostrarlo.

A questo punto chi, politicamente, voglia rendere possibile un sistema pienamente democratico, deve però rendersi conto che il XXI secolo ci invita alla costruzione di un orizzonte esistenziale diverso rispetto a quello novecentesco.

3. L’orizzonte esistenziale del nuovo secolo, quale ambiente naturale della democrazia popolare, corrisponde a un cambio di paradigma del nostro stare al mondo.

Il modello verticale (che ragiona sempre in termini gerarchici, sia tra gli individui che tra le comunità),competitivo-conflittuale (che vede al centro dei rapporti umani la competizione e il conflitto, siano essi di classe, di genere, di religione o di etnia) e produttivista (che intende il lavoro come un fine e non come un mezzo e santifica il sacrificio per la causa, qualunque essa sia) che ha caratterizzato sia la visione conservatrice che quella progressista del secolo scorso, sta concludendo il suo corso storico. Tuttavia, con la sua presenza impedisce all’uomo di mettere al centro se stesso e la vita, privandolo di fatto della possibilità di esistere libero e felice. Preciso che con “libertà” intendo l’assunzione consapevole della propria esistenza (io scopro chi sono e mi accetto, senza più timori), e con “felicità” la diminuzione progressiva del disagio, del turbamento e dell’inquietudine.

Posto di fronte allo specchio e spogliatosi dalle sovrastrutture sociali e psichiche che costruiscono la corazza caratteriale che crede essere la sua unica identità, ciascun essere umano può raggiungere il cuore del suo fine ultimo, che è l’essenza stessa dello stare al mondo, ovvero il vivere in armonia. Le scoperte scientifiche consentono una maggiore e progressiva consapevolezza di noi e del nostro mondo, mentre quelle tecnologiche permettono di allentare la morsa della sofferenza e dell’indigenza materiale. Al loro fianco, ora, può sorgere un nuovo sguardo “umanista”, che metta al centro l’unione di individuo e ambiente (elementi inscindibili tra loro). Tale “umanesimo” è in grado di offrire a ciascun individuo la possibilità di vivere accolto nel mondo, di sentirsi essere-per-la-vita e non essere-per-la-morte, di virare verso un’esistenza di piacere e equilibrio, che si svincoli da secolari modelli di sofferenza, alienazione e dominio.

Lo strumento economico, in conclusione, apre le porte all’obiettivo politico della reale democrazia per il benessere pubblico e tale obiettivo si inserisce in un orizzonte di vita in cui ciascuno possa coltivare la propria diversità esistenziale senza sentirsi “alieno”, ma uomo tra gli uomini.

Non si tratta di modaiole interpretazioni new-age o, peggio, di farneticazioni pseudo-filosofiche ad uso e consumo dell’elite intellettuale. Si tratta di avere ben chiaro il percorso che conduce da una vita dominata dalla competizione, dal conflitto e dall’iniquità, a una vita caratterizzata da un approccio cooperativo, pacifico ed equo. Quello che qualsiasi uomo aperto al “piacere” anela nel profondo e che le contingenze, miste all’inconsapevolezza e all’agire degli uomini asserviti al “dolore”, impediscono di realizzare.

Comments

  1. Bravissimo . Fantastico articolo , condensa in poche righe le motivazioni che hanno portato , penso un po’ tutti noi mmters , ad attivarci . Vogliamo un mondo e una vita migliore , la mmt e’ lo strumento , l’anelito verso il benessere collettivo , l’orizzonte .

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