Patto di stabilità

In questo articolo approfondiremo in maniera semplice il famigerato Patto di Stabilità Interno, che letteralmente mette le manette ai Comuni per quanto riguarda la capacità di spesa. Vedremo come ciò si riflette sul pagamento delle aziende private, generando disoccupazione. Andiamo con ordine.


Per prima cosa dobbiamo capire da cosa è composto il bilancio comunale. Si compone di entrate e di uscite.

Esempi  di entrate: tasse, trasferimenti di denaro dallo stato centrale, vendita di immobili, affitti delle case comunali, ecc.

Esempi di uscite: erogazione di servizi di trasporti, servizi di raccolta rifiuti, asfaltatura delle strade, illuminazione pubblica, manutenzione degli spazi verdi pubblici, stipendi, realizzazione di opere pubbliche in generale, ecc.

Nel Comune viene redatto annualmente il Bilancio Comunale. Questo prevede che l’ammontare delle entrate vada a finanziare interamente il totale delle uscite, in un equilibrio perfetto. Semplificando al massimo, se in un anno sono previste spese per un totale di 200 soldi, l’ammontare delle entrate dovrà corrispondere esattamente a 200 soldi.

Vediamo un primo caso in cui abbiamo un’unica voce di spesa: l’amministrazione comunale nel 2014 decide di realizzare un parco pubblico in un’area fatiscente che si vuole riqualificare, e il costo è di 400.000 euro. Per fare ciò, lo stesso comune tassa i cittadini per esattamente 400.000. Quindi tanto entra, tanto esce:

Si arriva alla fine dell’anno, poniamo in questo caso il 31/12/2014, e il comune, dopo aver guadagnato dalle tasse 400.000 euro, ha pagato la ditta man mano che i lavori proseguivano, per un importo di 150.000 euro. Quindi in cassa il comune si ritroverà con 250.000 euro di rimanenza. Ed è proprio in questo caso che interviene il patto di stabilità: esso impone al comune di non spendere quei soldi rimasti nell’anno successivo, non rendendo possibile il pagamento finale della ditta che sta realizzando il parco pubblico. Teniamo conto che la legge vieta espressamente nella pubblica amministrazione i pagamenti anticipati, perciò l’ente deve pagare l’impresa durante l’avanzamento dei lavori.

In sostanza i risparmi dell’anno 2014 non potranno essere spesi nel 2015, pur finendo la realizzazione dell’opera nell’anno successivo. Dunque il pagamento finale dell’opera dovrà essere effettuato con nuove entrate da reperire necessariamente nel 2015. Quindi il problema è semplicemente il pagamento materiale dell’opera, non il suo finanziamento, in quanto i soldi in cassa ci sarebbero (i 250.000 euro di fine 2014) ma per effetto del patto non possono essere spesi nell’anno successivo.

Eccoci dunque all’inizio del 2015. Aggiungiamo adesso una seconda voce di spesa e di entrata. Infatti il comune prevede nel 2015 di asfaltare una strada piena di buche per un costo di 600.000 euro; perciò dovrà approvvigionarsi di 600.000 euro, e lo farà tramite la vendita di un immobile comunale. Ricordiamoci comunque che rimane da finire il pagamento del parco pubblico, quindi in totale le uscite saranno di 850.000 euro (250.000+600.000).

A questo punto poniamo che a marzo il comune riesce a vendere il proprio immobile e incassare di conseguenza i 600.000 euro. Il comune, come detto, con i 600.000 euro dovrà non solo pagare l’asfaltatura, ma dovrà anche pagare i 250.000 euro rimanenti per il parco pubblico. A maggio quindi dopo che l’impresa ha vinto la gara d’appalto, essa inizia i lavori per la manutenzione della strada piena di buche; il comune dunque con i 600.000 ad aprile paga 100.000 per il parco, poi a maggio salda il pagamento con la ditta per i restanti 150.000 euro. Il parco pubblico viene dunque realizzato, e nella cassa comunale rimangono 350.000.

A fronte di un’opera completata, rimane da pagare la manutenzione della strada alla ditta vincitrice dell’appalto, e ponendo che ogni mese vengono pagati 100.000 euro per l’avanzamento dei lavori, più o meno ad ottobre i soldi per pagare la strada saranno finiti, con l’azienda che deve ottenere ancora 250.000 euro. In questo momento tutti i pagamenti sono bloccati, e l’azienda non può proseguire la realizzazione dell’opera, impossibilitata al pagamento dei fornitori, dei materiali, e dei propri operai. Ecco che le aziende aspettano pagamenti da anni da parte delle pubbliche amministrazioni in tutta Italia, senza vedere un centesimo perché il patto di stabilità impedisce di utilizzare i soldi in cassa degli anni precedenti.

Può solo utilizzare quelli che giorno per giorno entrano in cassa nell’anno stesso, e se non vengono spesi in quell’anno, costituiscono un risparmio che deve rimanere all’interno nel “salvadanaio” del Comune e non può esser speso nell’anno seguente.

Certo, molti potrebbero dire che nei casi visti il comune avrebbe potuto decidere nel 2015 di non fare la manutenzione della strada, e con i 600.000 euro pagare la parte rimanente del parco pubblico, in modo da non restare senza soldi ad ottobre con una nuova opera da ultimare. Ok, ma allora il comune in caso di opere/servizi essenziali quali deve scegliere?

Se al posto della strada nel 2015 il comune avesse dovuto garantire l’illuminazione pubblica in una nuova arteria stradale, si sarebbe per forza di cose ritrovato a dover lasciare quella via al buio per l’impossibilità di riuscire a pagare materialmente entrambe le opere! Infatti le alternative per il Comune sono queste:

Non pago le imprese addette ai lavori;

Non costruisco il parco pubblico in un’area fatiscente che volevo riqualificare;

–  Lascio gli abitanti della via al buio.

Da ultimo, una importante precisazione. Le conseguenze per i comuni che intendono sforare il patto di stabilità, sono molto gravi e si ripercuotono sul comune stesso. Possono andare da minori trasferimenti statali, con conseguenti tagli ai servizi essenziali, fino al blocco delle assunzioni e minori possibilità di spesa per gli anni successivi.

Ecco che abbiamo visto, in maniera molto semplificata, come il Patto di Stabilità interno strangola i comuni e distrugge l’economia locale.

Comments

    1. La logica è sempre la stessa, cioè l’abbassamento del deficit.
      Infatti, i soldi lasciati a fine anno nelle tesorerie comunali, vengono conteggiati come disponibilità della pubblica amministrazione, e questo contribuisce ad abbassare il deficit pubblico, perciò l’interesse dei tecnocrati è far si che non vengano spesi e restino “congelati nel salvadanaio” dei comuni.

      3%, 3%……………

      1. si, ok, ma non torna la logica

        avere dei soldi e non poterli spendere equivale ad non averli

        esempio:devo comprare un divano nuovo

        io ho nel cc 1000 euro, ma non posso usarli .
        mio fratello ha nel cc 0 euro

        risultato : nessuno compra il divano

    2. La “logica” sottostante è la logica degli economisti cicaghesi come Alberto Bisin, Michele Boldrin, etc cioè secondo loro è necessario che il settore pubblico debba PRIMA risparmiare per POI spendere.

      Si tratta di un approccio economico totalmente opposto alla MMT: mentre la MMT dice che il deficit pubblico va innalzato sino al raggiungimento della piena occupazione, l’approccio di questi economisti è che non vi debba essere deficit del settore pubblico anzi il settore pubblico deve essere in surplus di modo tale che PRIMA il settore pubblico accumuli quella moneta che poi esso può usare per spendere. Risultato: una CATASTROFE per l’economia. La disoccupazione esplode, le aziende falliscono, la produzione diminuisce, etc… Insomma è il modello economico su cui l’euro si basa.

      1. Vedi Francesco, se la formula fosse “prima risparmio e poi spendo” sarebbe ancora un lusso perché dopo un primo anno di surplus l’ente si sarebbe creato il polmone finanziario per spendere nel frattempo che risparmia per la spesa successiva.
        Il problema è che attualmente la formula è “prima risparmio e poi si vedrà” ovvero l’ente pubblico risparmia (=tassa) e poi, terrorizzato dalle conseguenze dello sforamento del patto, non spende, azzerando il mercato delle opere pubbliche e distruggendo il relativo tessuto imprenditoriale.
        Ancora peggio fanno le amministrazioni che applicano l’altra formula “prima spendo e poi si vedrà” ovvero che non pianificano lo sviluppo dei lavori appaltati con quello dei trasferimenti statali necessari a pagarli.

        1. Sergio: ma quello che dici è automatico, in quanto si genera un effetto moltiplicatore recessivo. Cioè la moneta sottratta dall’economia fa crollare il PIL adesso, quindi qualsiasi eventuale incremento futuro di PIL sarà già “azzoppato” dall’effetto moltiplicativo della sottrazione di spesa attuata in precedenza.

          E’ il moltiplicatore keynesiano che funziona all’incontrario.

  1. A me sembra una visione dell’economia al “femminile”, nel senso della casalinga. E’ chiaro che gli economisti della troika ne hanno fatto la loro bandiera per fare gli affari loro, ma l’origine e l’estrazione, mi dà di casereccio. Complimenti comunque ai politici che l’hanno sottoscritta. ignoranti e superficiali come sempre.

  2. A TUTTI I PARTITI ANTIEURO.
    EGR.SIG.Se non vi mettete in testa che dovete avere una unica guida macroeconomica, per combattere il vero potere che sta distruggendo l’eurozona , non risolverete nulla. Per quanto ne sò esiste una sola scuola macroeconomica attrezzata per combattere contro questi MOSTRI, E’ LA ME-MMT. STUDIATELA , CONTATTATE I MACROECONOMISTI DELLA ME-MMT, DIVULGATELA ALLE POPOLAZIONI. Non perdete più tempo se non volete trovare tante grecia in eurozona. I problemi europei si possono risolvere con intelligenza, purtroppo se non ci sarànno capacita politiche temo scorrera molto sangue. LA STORIA E’ MAESTRA DI VITA.

  3. ma la domanda e’: con i risparmi “fermi” di un anno, che diavolo ci fa il comune se non puo’ spenderli??????

    1. Risposto sopra. È un puro dato contabile che serve a non far accrescere il disavanzo statale. E ovviamente il comune non può farci nulla. Se ti chiedi dove sia il senso, dal mio punto di vista, c’è da dire che il trattato è stato stipulato con la volontà di tenere sotto controllo il deficit soprattutto negli anni post tangentopoli, con la scusa di arginare i ladroni. Che, come sappiamo, non erano un problema.

  4. Il Patto di Stabilità fu studiato da ROmano Prodi e dal suo assistente Sandro Gozi. Sentiremo molto parlare di quest’ultimo che sta offrendo i suoi servigi all’UE avendo ricevuto l’incarico di gestire la comunicazione e le iniziative di promozione dell’Unione Europea. Costui è di Sogliano sul Rubicone, in Emilia-Romagna. Si vocifera che toccherà a lui presiedere il semestre italiano della Commissione Europea. La nuova frontiera della normativa europea, dopo il patto di Stabilità, sarà il project financing modello UE, ovvero i Project Bond, altro sistema di drenaggio e fattore recessivo. Ed ecco che ritorna Gozi sulla scena.
    La MMT di Romagna dovrebbe cominciare a concentrarsi anche su questo nuovo tema Al Project financing modello UE rispondono tutte le politiche degli investimenti di TAV, Autostrada Orte-Mestre, riqualificazione delle scuole e degli ospedali (cavalli di Battaglia di Renzi).

  5. IL MIO COMMENTO A QUESTO ARTICOLO E’: DOPO L’EURO, ECCO UN NUOVO MOSTRO!

    PASSIAMO ALLA DOMANDA. DOPO AVER IMPARATO DA BARNARD COME FUNZIONA L’ECONOMIA DI UN PAESE A SOVRANITA’ MONETARIA, UN DUBBIO CONTINUA AD ASSILLARMI: FACCIO UN ESEMPIO PER SPIEGARMI: LA RUSSIA HA CHIESTO ALL’UCRAINA DI PAGARE I DEBITI PER LE FORNITURE DI GAS, E DI PAGARE IN ANTICIPO LE FUTURE. SE L’UCRAINA E’ UN PAESE A MONETA SOVRANA, PERCHE’ NON RISOLVE IL PROBLEMA STAMPANDO MONETA?

    QUESTO ESEMPIO, E RELATIVA DOMANDA, SI PONE IN TUTTE LE QUESTIONI PASSATE E PRESENTI DEGLI STATI A SORVANITA’ MONETARIA.

    PERCHE’ TUTTE LE GUERRE SONO STATE FINANZIATE DALLE TASSE? SIA NEL PASSATO, AI TEMPI DEL RE E DEI NOBILI, SIA RECENTEMENTE IN OGNI NECESSITA’ FINANZIARIA DELLO STATO, E’ SEMPRE COMPARSO LO SPETTRO DELLE TASSE SUI CITTADINI, PER FINANZIARE OGNI SPESA DELLO STATO.

    VOGLIO DIRE: POSSIBILE CHE IN TANTI SECOLI DI STORIA E TANTE NAZIONI IN TUTTO IL MONDO, SOLO LA MMT E MOSLER HANNO COMPRESO E DIVULGATO TALI CONOSCENZE?
    MI RINFRANCHEREBBE NON POCO APPRENDERE CHE ALTRE REALTA’ MAGARI PIU’ AVANTI DI NOI, AVESSERO COMPRESO L’IMPORTANZA DI STAMPARE MONETA E CHE LO FACESSERO CON COGNIZIONE E CONSAPEVOLEZZA, TALE DA POTER ESSERE UN ESEMPIO PER MOLTI ALTRI

    QUINDI, PER FINIRE, HO QUALCHE CONTO CHE NON MI TORNA.
    SAPRESTE DARMI UNA RISPOSTA?

    GRAZIE MAURIZIO

      1. CERTO, I SOLDI PER FINANZIARE LE GUERRE O ANCHE SEMPLICEMENTE PER LE SPESE MILITARI, NON MANCANO MAI….. MA QUESTO NON SODDISFA LA MIA DOMANDA: COME MAI LE TASSE CONTINUANO AD ESSERE, ALMENO APPARENTEMENTE E COME CULTURA COMUNE, L’UNICO MEZZO CHE LO STATO RECLAMA COME APPROVVIGIONAMENTO DI DENARO? CERCO DI ESSERE PRATICO: SE IO POSSO STAMPARE LA MIA MONETA, PERCHE’ CHIEDERLA AD ALTRI? VOGLIO DIRE SE TUTTI GLI STATI FANNO COSI’, SIGNIFICA FORSE CHE C’E’ UN LIMITE ALLA PRODUZIONE DI MONETA? SE NE STAMPO TROPPA COSA PUO’ SUCCEDERE?
        GRADIREI UN COMMENTO PIU’ APPROFONDITO, PERCHE’ NON SENTO MAI NESSUNO PARLARE DI QUESTO ARGOMENTO, SE NON IN QUESTE SEDI.
        GRAZIE MAURIZIO

        1. Ciao Maurizio. Se lo stato emette troppa moneta si può generare inflazione, perchè ad un aumento del potere di acquisto del settore non governativo non si realizza più ad un certo punto un pari aumento di produzione di beni e servizi (regime prossimo alla piena occupazione). Ecco che a questo punto è un bene che le tasse si alzino e la spesa pubblica diminuisca; le tasse sono un mezzo di regolazione dell’economia, si alzano se l’economia corre troppo, si abbassano nei periodi di crisi e di calo di domanda e offerta (ciò che ora con l’euro non può avvenire), ma non sono mai uno strumento di finanziamento da parte dello stato emissore. Se uno stato emissore prima non spende, non può nemmeno raccogliere: http://mmtitalia.info/le-7-frodi-capitali-delleconomia-neoliberista-parte-2-le-tasse/

  6. E l’Argentina?

    Perchè anzichè andare avanti con le cause contro i fondi ameircani non stampa l’equivalente in pesos di quei miliardi di dollari che deve, paga, e non la fa finita?

    Ha sovranità monetaria no? Quei debiti sono ancora in dollari? Beh, stampa pesos equivalenti a quel debito, li cambia, e paga.

    Perchè continua a far parlare la stampa estera, un giorno si e l’altro pure, di possibili default?

    Non capisco

    1. Se decidesse di ripagare il debito residuo in dollari ai fondi speculativi americani, a causa delle clausole di accordo che aveva stipulato sarebbe costretta a ripagare il debito in dollari anche a tutti gli altri investitori che invece avevano accettato le sue condizioni e in questo caso non si tratterebbe più di ripagare un miliardo di dollari, ma molto di più. Comunque sì, con serie politiche di sostengo del reddito interno e della produttività (al fine di salvaguardare la sua economia dalla svalutazione) potrebbe anche decidere di pagare l’intero debito in dollari acquistandoli con i pesos.

  7. Ciao… Ho un’azienda di organizzazione eventi. L’anno scorso a luglio ho iniziato un lavoro per un comune. Ho inviato la mia prima fattura a gennaio per ioli eventi realizzati fino a quel momento. Ho terminato tutto il lavoro messo a preventivo questo maggio scorso e ho emesso fattura a saldo. Il comune potrebbe dirmi che non mi può pagare per il patto di stabilità? Chiarisco che il mio incarico era legato ad un progetto finanziato dalla regione. Ed eventualmente ci fosse realmente questo ostacolo, quando dovrei essere pagata? Ti chiedo questo chiarimento solo perché vorrei essere preparata nel rispondere all’impiegato Tal dei Tali che senza molti chiarimenti…mi dica “non possiamo pagarti per il patto di stabilità”. Infine mi chiedo…ma il comune dovrebbe provvedere a chiarire a alle aziende con le quali lavora che potrebbero finire a fare “beneficenza pubblica” lavorando per la PA? Perché di questo si tratta. Grazie

  8. gli effetti voluti sono di riduzione della domanda aggregata, in questo caso la componente pubblica, per ridurre ogni spinta inflazionistica proveniente dall’economia reale. un progetto inquietante

  9. Ringrazio per l articolo che ha spiegato in maniera semplice il funzionamento del patto. Porgo però una domanda: nell esempio citato e’ chiaro che il comune, negli anni, ha raccolto una notevole quantità di liquidità. Non avendo un forziere stile paperone dovrà tenere i soldi su un conto corrente….dunque, il sistema concede una quantità immensa di liquidità alle banche????

  10. avrei una domanda: qualcuno sa dirmi se si deve rispettare la quota stimata nel bilancio preventivo per lincasso di una deterninata tassa ad esempio la TARI?Cioè se il bilancio preventivo prevede un gettito TARI di 1000 euro la quota incassata puo essere inferiore o superiore? esiste questo vincolo?

  11. Da quello che ho capito e che purtroppo non viene spiegato nel pur chiaro e dettagliato articolo e che le eccedenze di fondi dell’anno precedente finiscono in un conto sul quale il comune non può metterci le mani perchè ad uso e consumo dello stato che deciderà come e a chi destinarli.
    Se non erro ai comuni è anche impedito di contrarre mutui ciò impedisce qualsiasi tipo di ragionamento anche su progetti a lungo termine (chessò, banalmente, la costruzione di un plesso scolastico).

    In conclusione, la paralisi delle amministrazioni comunali

  12. Il patto di stabilità è vincolante per i comuni e di certo non aiuta a realizzare le opere pubbliche … Come è possibile che coloro che hanno ideato questa legge non abbiano ragionato in merito?

  13. Visto che nel bilancio devono configurare tante entrate quanto uscite, cosa succede se
    le entrate non corrispondessero a quelle preventivate magari perchè qualcuno non ha pagato le tasse dovute? Com’ è possibile far fiducia su un bilancio preventivo dove trova la massima importanza il fatto che le entrate corrisponderanno a quelle preventivate?

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