Vivo in Germania, ho iniziato a frequentare un master di contabilità e fiscalità all’università di Mannheim. La mia è stata una scelta forzata, affinché dopo tale esperienza all’estero, possa trovare un’azienda che prenda in considerazione la mia candidatura. Sì perché noi giovani sfigati, choosy ecc. ecc.,che vorremmo un lavoro, ergo nulla di più di quello che ci spetterebbe di diritto, non abbiamo speranza. Se ci laureiamo non abbiamo esperienza, se abbiamo esperienza non siamo laureati, e via di seguito. Così, dopo gli innumerevoli «le faremo sapere, ma è difficile» di tutte le agenzie interinali, eccomi qui.

Stanca delle menzogne di regime che vengono inculcate quotidianamente nella testa della gente da giornalisti al servizio del potere, ho deciso di condividere con voi la mia esperienza, al fine di potervi dissuadere dallo stereotipo della “Germania Paese virtuoso, dove tutti vivono bene, e – per contro, Italiani brutti, cattivi e spendaccioni in confronto a tal popolo di onesti e indefessi lavoratori”.
Vi racconto di Emanuel e Rose (preferisco non rivelare l’identità completa per non causar loro problemi in ambito professionale), rispettivamente 23 e 25 anni, studenti tedeschi. In aula, al termine della lezione, chiacchieriamo a lungo. Emanuel, lavoratore part time presso un ristorante, è stato costretto a rifiutare uno stage per un’azienda perché da contratto “Das Praktikum wird leider nicht vergütet”, tradotto: “lo stage purtroppo non sarà retribuito”. Emanuel mi racconta della sua famiglia, il papà, ex operaio nel settore manifatturiero di una nota azienda tedesca, è disoccupato dal 2012, e come lui mi spiega, tantissimi suoi colleghi si sono ritrovati senza lavoro, vittime delle politiche economiche recessive della Germania. Rose, lavora come barista per mantenersi gli studi ed aiutare i genitori. Il papà, pensionato, una vita trascorsa in fabbrica, percepisce meno di €700 al mese che non gli consentono di vivere in maniera dignitosa; i piani di liberalizzazioni, la stretta fiscale e pensionistica sono stati estremamente ingiusti, sostiene. Arriva il mio turno, non appena accenno a parlare dell’Italia, e degli attuali tecnici, vengo interrotta da Emanuel, il quale non ha dubbi: “Berlusconi è caduto in modo non democratico, e lo stesso è accaduto in Portogallo, in Slovacchia e in Grecia, a causa dei mercati finanziari, o dell’elite finanziaria. L’euro sta distruggendo tutti, e dobbiamo difenderci”.
Capite? Questa è la Germania VERA, quella che non trova spazio nei giornali, quella che la maggior parte degli italiani non pensa nemmeno che possa esistere.

Rivelo loro che il mantra che ripetono agli italiani ogni giorno, è che se fossimo tutti come la Germania l’area dell’euro godrebbe di ottima salute. Per evitare di uscire dalla moneta unica, la ricetta sarebbe quella dell’austerità e delle riforme strutturali, quindi sacrifici fino a quando le riforme non daranno i loro “frutti” (sic! Frutti marci, guardate i dati della disoccupazione).
I frutti. I tedeschi pagano oggi le tragiche conseguenze di una politica di bassa inflazione e liberalizzazione sfrenata del mercato del lavoro; la Germania primeggia nell’export per mezzo di politiche crudeli di cui  fanno le spese i salari dei lavoratori, da 10 anni gli stipendi dei tedeschi sono fermi. Mentre la produttività oraria cresceva, con i salari stagnanti, il “costo del lavoro per unità di prodotto” precipitava, come potete notare dal grafico.

I  tedeschi hanno capito da un pezzo l’inganno, in Germania stanno rullando i tamburi, ma finché noi tutti continueremo a sentirci colpevoli, “maiali” d’Europa, sbagliati, inferiori per colpe che non abbiamo, non sarà possibile tornare “Italia”.

 

Comments

  1. Ciao,
    anche io sono vissuto in Germania fino all’ anno scorso, per circa cinque anni. E da un anno vivo in Italia.
    Devo dire che la mia esperienza lavorativa e’ stata l’ opposta, non ero studente e lavoravo. Fino all’ anno scorso la situazione del mercato era ottima, a detta anche di tutti i miei colleghi tedeschi. Oltretutto nelle aziende mi offrivano -anzi obbligavano- a seguire corsi di formazione e puntavano sui giovani e meritocrazia.
    Adesso in Italia sto provando sulla mia pelle gli effetti recessivi delle politiche opposte: i giovani precari, una classe politica e manageriale statica, niente investimenti in merito e qualita’.
    Secondo me gli italiani invece di trovare scampo in scuse rivolte all’ euro e al forzature imposte dalla Germania dovrebbero seriamente riflettere sulla propria situazione e imparare in qualche punto dai tedeschi, dove funziona meglio almeno. La Germania ha l’ euro ed la disoccupazione tedesca era alta nel 2004-2005.
    Fra l’ altro la situazione sta migliorando in Grecia ed e’ gia’ positiva in Irlanda. Amici spagnoli e greci concordano nel dire che le loro crisi sono frutto di una situazione socio-politica interna, non di imposizioni.
    Chiaro che questo non significa strozzare le economie in crisi a colpi di imposizione fiscale e politiche di puro contenimento.
    Per quanto riguarda la caduta del governo Berlusconi, posso solo dire che dopo dieci anni di umiliazione ho tirato un sospiro di sollievo, forse sei da poco all’ estero ma non e’ piacevole sentire le storie delle escort al governo all’ estero, processi e trovare nella prima pagina di tutti i giornali tedeschi “Merkel culona”. I miei colleghi inglesi e tedeschi mi ripetevano ogni giorno:”Ma che diavolo state tollerando da 10 anni a sta parte?”.

    Ciao

    1. Come mai sei tornato in Italia ?
      Tu stesso hai ammesso che la situzione era buona fino ad un anno fa, ora è in recessione.
      Quando si assume una moneta straniera e per le entrate al netto si punta tutto sul supert export per tentare di fregare i soldini alle altre economie (barando e deflazionandole come ha fatto la Germania) questi sono i risultati.
      Sulla Grecia e l’Irlanda, stendiamo un velo pietoso.

    2. Caro amico, secondo lei in Germania si sta benissimo mentre in Italia si sta malissimo, però è ritornato in Italia. Vede è questa situazione che non la rende credibile, poi quando parla di Berlusconi, si capisce chiaramente che lei cosa ne pensano i Tedeschi glielo hanno solo raccontato. Ai tedeschi, ai francesi, ai turchi, ecc, ecc, ciò che fa Berlusconi non lo considerano nemmeno, sono solo i suoi amici che insieme alla banda dei loro amici fanno di tutto per sputtanarlo, eppure come ben vede l’unico risultato che ottengono è di dimostrare ancora una volta, che tutti insieme non valgono neppure come uno solo dei sui capelli posticci, perché tra le altre cose, non dispongono neppure di un minimo di intelligenza da fargli capire che stanno facendo solo il suo gioco.

  2. Gli esempi personali servono a poco o a nulla, o meglio, sono piccoli spaccati di realta’ , ma mai un quadro completo, lasciano il tempo che trovano…..E’ chiaro che in Germania alcune cose funzionano meglio che in Italia, ma e’ anche vero il contrario….il quadro totale non si fa con esperienze personali che dipendono dal punto di vista….fatto sta che le attuali politiche europee hanno portato disagi e tragedie ai popoli, e’ chiaro che in mezzo a mille disagi ci siano anche realta’ che funzionino, senno si era gia tutti sottoterra

  3. Il tuo commento non mi sorprende,i tedeschi hanno capito da un pezzo l’inganno,solo da noi prevale la resistenza alla mitologia della Germania virtuosa. Ti riporto un rapporto dell’Istituto del Lavoro dell’Università di Duisberg-Essen,il quale ha calcolato nel 2010 che più di 6,55 milioni di tedeschi ricevono meno di 9 euro lordi l’ora, due milioni e mezzo di lavoratori meno di 6 euro l’ora (http://www.iaq.uni-due.de/iaq-report/2010/report2010-06.pdf )
    L’agenzia federale del lavoro, in un rapporto pubblicato dalla Süddeutsche Zeitung, sempre nel 2010 ha rivelato che il numero degli occupati nei “minijob” è aumentato di 1,6 milioni di persone. Significa che un’occupazione su quattro, nel motore economico europeo, rientra nella categoria delle «scarsamente retribuite», e i salariati con mini-job non sono i soli mal pagati. In Germania non esiste un salario minimo stabilito per legge (situazione unica in Europa).
    http://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/—ed_protect/—protrav/—travail/documents/publication/wcms_187497.pdf
    Nel rapporto dell’ILO, a pag. 44, si legge chiaramente:
    “While it is true that the model of “diversified quality production” is most successful in the export-oriented sector, there are good reasons to doubt that a deregulation of the labour
    market and the establishment of a low-wage sector will result in higher domestic demand and a lower export orientation. In fact, although Germany has implemented the prescribed reforms with great care, and although real wages have declined and wage dispersion strongly increased during the past decade, the current account has further improved during the upswing of 2004/5-2008, i.e., after the labour market reforms, and there are so far few signs of a sustained boom of domestic demand. It can, on the contrary, be argued that the deregulation of the labour market has contributed to a large extent to the widening of income inequality and reinforced the aggregate demand problem that may have caused the rise in inequality and low growth in the first place”
    Le tabella a pag 80 e segg. parlano più di mille parole, direi…(soprattutto le figg 39/40).
    Ed ancora:
    http://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/—dgreports/—dcomm/—publ/documents/publication/wcms_145265.pdf
    Pag. 55 – figura 27
    Pag 58 – Box 6 “Germany: Bargaining over short-time work”
    Pag. 97 – Fig. A4
    Pag. 120 – Tab SA3 che mostra come la “low pay rate” in Germania sia aumentata di 5 punti dal 1990 ad oggi.
    Certo, Berlusconi,le escort,l’immagine del Paese bla,bla,bla , intanto il governo Monti SOBRIAMENTE ha fatto a pezzi lo stato sociale, la sua politica incentrata su drastici tagli della spesa pubblica per ridurre i deficit pubblici ,in 24 mesi, nel periodo peggiore della crisi tra gennaio 2008 e dicembre 2009, ha prodotto risultati drammatici,i disoccupati sono aumentati di di 463mila unità. In soli dieci mesi, tra novembre 2011- data d’insediamento del governo Monti, e settembre 2012, sono aumentati di 416mila unità, passando dai 2 milioni e 359mila di novembre 20011 ai 2milioni e 774mila di settembre 2012 -[ dati Istat, Settembre 2012 Occupati e disoccupati, 31 ottobre 2012].
    Forse non è chiaro, che il governo Berlusconi,per quanto possa essere condivisibile o meno, era stato eletto DEMOCRATICAMENTE dai cittadini.
    La situazione in Grecia migliora? La tua affermazione è di totale mancanza di rispetto per la sofferenza che c’è laggiù,non aggiungo altro, persino i media mainstream d’altronde non hanno mai nascosto le tragiche condizioni di milioni di persone in Grecia.

  4. Certamente la situazione tedesca è meglio della nostra – e mi sembra al quanto logico visto che la moneta unica e la distruzione del Sud Europa è un idea franco-tedesca di 70 anni, l’Euro è il loro cavallo da battaglia – ma questo non vuol dire che sia il paradiso terrestre, cosa che invece pensano tutti gli italiani. Vi ricordo che la città più vivibile al mondo non è Francoforte o Berlino (per quanto mi piaccia Berlino personalmente) ma è Copenaghen in Danimarca e guarda caso non hanno l’Euro.

  5. Quando i nostri “dittatori”, contando sull’ignoranza del cittadino medio, parlano di FARE LE RIFORME, usano come sempre un termine che suona positivo, ma che è, nella realtà, non esplicitato nei contenuti applicativi:

    LE RIFORME sono:
    – aumentare la disoccupazione in modo da svalutare, dall’interno, uno dei fattori della produzione, e congelare l’inflazione.
    – aumentare la precarità è l’insicurezza, secondo i teoremi della shock economy, per poi far digerire la pillola del taglio delle retribuzioni reali dei “pochi” lavoratori occupati.

    Ad es. dietro il mantra dell’improduttività della spesa pubblica, sono riusciti a far accettare al pubblico impiego, un taglio “reale” delle retribuzioni pari al 18% in 6 anni, a causa dei mancati adeguamneti all’inflazione. E tutti i dipendenti pubblici zitti, perchè “sono troppi e non sono stati licenziati al 30% come in Grecia”.

    ecco il meccanismo: paura – accettazione retrocessione diritti!!!

    L’euro non è una moneta, è un METODO DI GOVERNO AUTORITARIO!!!

    1. Ecco perchè questi articoli sono preziosi… fanno capire che l’euro va a vantaggio della finanza e del capitalismo.
      I popoli subiscono e vengono depistati, dapertutto, anche in GERMANIA!!!

  6. Non esiste solo il lavoro come parametro per noi quello più grave è la corruzione e non parlo della tangente ma dei suoi effetti: miliardi di euro finiti nel vuoto per opere nel migliore dei casi inutili ma spesso mai realizzate.
    Noi oggi nonostante l’evasione fiscale abbiamo un gettito fiscale in rapporto al pil superiore alla Germania ma le condizioni dello stato ed i relativi servizi sono allo sfascio più totale!
    Questo è quello che occorre imparare dalla Germania: “tu magari mi corrompi per avere l’appalto ma l’opera la fai A REGOLA D’ARTE”
    Niente santi ma neanche demoni come da noi!

  7. Ciao,

    – perche’ sono tornato in Italia?
    Perche’ credo che se tutti gli italiani se ne stessero all’ estero a guadagnare questo paese non farebbe un passo in avanti.

    – A Marianna,
    per inciso, sono rimasto 9 anni all’ estero, di cui 4 nello UK e 5 in Germania, penso allora di poter parlare in base alla mia esperienza e a quella di tutti gli inglesi, tedeschi e italiani all’ estero che ho conosciuto in 10 anni.
    La Germania non e’ di certo il paradiso ma ci sono vari settori in cui gli italiani potrebbero prendere spunto -anche se parlare in termini nazionalistici di italiani e tedeschi crea un clima da tifoseria da stadio che non mi piace-.
    Senza affrontare i dettagli del problema della paga minima che citi, quello che non mi piace dell’ approccio difensivo e’ che i politici italiani fanno leva su presunte imposizioni tedesche per non ammettere colpe proprie.
    Ho amici spagnoli come detto, ammettono loro stessi che e’ colpa loro per quel che riguarda gli investimenti sciagurati del passato, i greci ammettono lo stesso.
    Questo non vuol dire massacrare questi paesi a copli di austerita’, l’ Europa e’ giovane e questa e’ forse una opportunita’ per imparare dai vicini e togliere i confini.
    Mi e’ chiaro che la situazione e’ desolata e me ne dispiaccio, ma se neghi la verita’ dei fatti non cerchi di trovare una soluzione al problema che esisteva e solo adesso e’ diventato rilevante.
    Vedo appunto queste crisi come una opportunita’ per rendersi conto di come si puo’ migliorare e correggere gli errori del passato; finche’ l’ acqua non tocca la gola non si impara a nuotare, devi restare vivo pero’.
    Ed e’ questo il punto, gli italiani hanno votato Berlusconi, e forse lo voteranno ancora o il prossimo demagogo finche’ la societa’ non impara che questo vuol dire farsi del male a lungo termine. La crisi sociale per quel che mi riguarda era gia’ evidente prima, e anzi forse e’ socialmente meglio adesso che la gente pensa alla politica piuttosto che prima leggere sulle veline ed escort nelle prime pagine dei giornali ogni giorno.
    Berlusconi e’ un milionario che di certo non si cala nella posizione di 60 milioni di persone, eletto democraticamente, come George Bush, come Hitler agli esordi etc. E gli USA e la Germania non erano paesi disinformati. Ormai e’ tempo che se ne vada perche’ gli italiani possano parlare d’ altro, ci sono milioni di persone piu’ valide di cui interessarsi, forse sono meno evidenti e meno percepite. La sua presenza sta ostruendo lo sviluppo reale di un paese e riducendo la politica a gossip e tifoseria. La gente dovrebbe curarsi piu’ dei numeri reali della propria situazione e giudicare i propri politici in base al merito, non in base a compravendite calcistiche e la vanagloria di un macho drogato di viagra di quasi ottantanni.
    Aggiungo che mi dispiace in primis per le nuove generazioni qua in Italia, che rischiano di essere bruciate. Meriterebbero particolare attenzione perche’ sono loro a sopravvivere a Berlusconi nel prossimo futuro, e le generazioni future.
    Berlusconi e’ un passato egoista per quel che mi riguarda; ho pure smesso di degnarlo di attenzione, non ne vale la pena.

    A posteriori sulla Grecia, questo e’ un articolo di oggi- anche se tedesco e se non faccio commenti sulla situazione sociale pietosa-
    http://tagesschau.de/wirtschaft/griechenland-haushalt100.html

    Ciao

    1. Non mi risulta che la Spagna sia stata un paese sprecone, anzi, con un debito pubblico risibile rispetto al nostro è andata a gambe all’aria prima di noi. Berlusconi avrà tutti i suoi difetti, ma imputare al governo di centrodestra le cause dell’attuale crisi proprio non mi pare onesto. Ti sei mai chiesto come mai lo spread a febbraio 2011 era circa 120% e a novembre è arrivato a 600 punti, cosa sarà mai successo di così terribile in soli 8-9 mesi ?
      Sulle reali cause della crisi economica, ti invito ad informari bene sulla ME-MMT, cominciando a leggere il saggio di Paolo Barnard “Il più Grande Crimine”.

      In amicizia,
      Marco.

    2. “Il più Grande Crimine”
      PS: scaricabile gratuitamente dal suo sito, scusa l’omissione. Ti assicuro che anch’io come te prima di conoscere Barnard ero tifoso del modello tedesco e nemico acerrimo di Berlusconi, ma dopo essermi informato direi senza neanche esagerare tanto che la mia visione dell’intero mondo si è capovolta (tralasciando anche la Germania che è un caso specifico).
      Ti consiglio di leggerlo perchè ne vale la pena.

    3. Ancora del parere che la Germania sia un esempio da seguire? Dunque se avessimo fatto le coraggiose e mirabolanti riforme attuate dalla virtuosa Germania, adesso non avremmo alcuna crisi dell’Italia e dei PIIGS? Deprimere i salari e i diritti dei lavoratori,con conseguente depressione della domanda interna perchè “ce lo chiede l’Europa” ?
      Auto-flagellarci per essere degni e capaci di stare nell’eurozona? Fare un’unione monetaria per poi competere all’ultimo sangue tra partners con svalutazioni interne non può funzionare, perché qualcuno sarà per forza perdente alla fine, e allora? E’ questa roba, che dobbiamo a prezzo di sangue tenere in piedi?

  8. Ciao,

    l’ho trovato, grazie vedo di leggerlo.
    La Spagna e’ andata in crisi per gli investimenti immobiliari gonfiati e la crisi bancaria seguente, un po’ come negli Stati Uniti qualche anno fa.
    Non sono nemico esplicito di Berlusconi, ma di quello che da’ a bere agli italiani. Gli italini dovrebbe imparare ad essere selettivi con questa gente da subito, non aspettare decenni, questo vale a destra, sinistra etc.
    Non sono poi cosi’ interessato solo al punto economico, anche se lo spread e la crisi hanno focalizzato l’ attenzione degli italiani su questo. Dopo anni all’ estero mi interessa di piu’ capire che cosa si puo’ migliorare nella societa’ in Italia, il lato economico e’ un punto dei tanti.
    Ci sono molti lati belli che non metto perche’ fuori tema.
    Qualcun altro lato migliorabile: la mancanza di meritocrazia, manager incompetenti e ancorati alla pensione, gente che passa tranquillamente ore davanti alla macchinetta del caffe’ e giovani sottopagati precari che lavorano 10 ore al giorno. Poche piste ciclabili, pianificazione urbanistica bloccata da burocrazia e da corruzione passata. Leggi interpretabili, i politici sono di norma i peggiori della classe perche’ la politica e’ vista come il rifugium peccatorum, giornali e media che sono lottizzati.
    Per farmi un’ idea piu’ vicina al vero leggo i quotidiani nelle varie lingue quando riesco, spagnoli, inglesi, tedeschi e italiani.
    Alla fine cerco di fare una scelta onesta in base alla esperienza pratica di vita in un paese, le opinioni varie hanno importanza minore a quel punto; a un cittadino interessa la vita quotidiana reale.
    Questa fase spero sia un inizio, che poi deve durare generazioni per vederne i frutti.
    Ma credo che lo sforzo per un’ Europa unita sia giusto e grandioso, i problemi finanziari ed economici sono risolvibili nel tempo.
    L’ euro e’ stato creato volutamente a monte di una eventuale futura unione politica che come si prevedeva sarebbe stata molto piu’ lunga e meno ovvia.

    1. “Piste ciclabili”, “Europa Unita”,ma di cosa stiamo parlando? L’ Euro è il peggior modo per gli Stati Europei per creare uno sviluppo equilibrato e una collaborazione di reciproco rispetto. E questo lo dicono i fatti economici. Poi ci sono le bugie politiche. Di quelli che ad esempio hanno venduto l’ euro come una cosa di “sinistra”. Hanno cioè venduto un meccanismo dove la crisi si scarica sugli stipendi e non sulla valuta come una cosa di sinistra. Il debito “pubblico”, evocato per giustificare sacrifici non solo ingiusti ma del tutto controproducenti non costituirebbe un problema se non fossimo agganciati al sistema UE-euro, che tra le altre cose ci impedisce di emettere moneta nazionale a sostegno del mondo produttivo e delle necessità sociali. Di fronte a questo disastro, a tutti i paesi in difficoltà vengono imposti ulteriori giri di vite nella spesa pubblica, che hanno già innescato una spirale recessiva. Questa a sua volta farà diminuire il PIL, peggiorando così il suo rapporto con il debito, che fornirà il pretesto per ulteriori strette, fino allo smantellamento completo dello Stato sociale, alla totale privatizzazione di ogni settore pubblico e all’impoverimento di sempre più ampi strati di popolazione, seguendo una parabola simile a quella della Grecia.Il Giappone ha il doppio del nostro debito, e nessuno lo sta attaccando, paga interessi allo 0,3%, e questo solo perché ha una moneta sovrana.
      Ritieni inoltre che la crisi dei suprime sia stata la fonte prima del disastro negli Stati Uniti ed in Spagna.In realtà è l’ideologia economica il vero mostro :il pareggio di bilancio sospinse difatti milioni di americani verso l’indebitamento, reso ancor peggiore dalla loro tendenza alla spesa compulsiva. Se decine di milioni di persone s’indebitano, significa che viene creata una pari quantità di prodotti finanziari, cioè assets nelle mani degli istituti finanziari che hanno emesso i crediti. Nasce il Money Manager Capitalism (capitalismo dei gestori del debito familiare). Tale corsa degli americani al debito, a causa appunto delle politiche di bilancio ,con le valanghe di assets ,fra cui i mutui subprime, fornirono una tentazione irresistibile per questi istituti di specularci sopra. Ed ecco la follia dei derivati su di essi costruiti e sparsi in tutto il mondo (i famosi prodotti tossici). In questo sito troverai dati,esempi di economie tangibili che smontano i dogmi Neoclassici e Neoliberisti con cui tutta la gestione dei deficit, dei debiti e delle monete è condotta. Te ne consiglio la lettura, sarà la storia a fornire “lezioni” di economia.

  9. Guardo il link grazie,

    per Marianna:

    http://www.ecb.int/press/key/date/2012/html/sp120829.en.html

    E’ di Mario Draghi se lo vuoi leggere, ha dovuto rendere conto davanti al Bundestag tedesco e messo online queste spiegazioni in merito alla moneta unita e agli intenti.
    L’ anno scorso facevano a gara illustri economisti per dettare il tempo di vita in mesi dell’ euro, per quanto illustri fossero… Ed e’ strano che gli economisti si trovino in completo disaccordo in materia euro. Chi ha ragione?
    Come detto l’ euro e’ giovanie e ii fondi salvastati per esempio sono nati appositamente per contenera la speculazioni sugli interessi, ci sono da aspettarsi altre crisi prima di raggiungere una stabilita’, ammesso che l’ euro resista ovviamente, che spero.
    Concordo parzialmente sul fatto che l’ euro possa avere effetti deleteri fra nazioni. Lo avra’ di sicuro nei prossimi tempi come e’ ovvio, e’ anche vero che i leader europei non si sono mai parlati tanto quanto l’ anno scorso.
    Sono vissuto nello UK e non vorrei che tutta l’ Europa avesse un simile clima da isola ignorando i propri vicini, abbiamo avuto abbastanza guerre nel corso degli ultimi millenni.

  10. “abbiamo avuto abbastanza guerre nel corso degli ultimi millenni.”

    Mezz, siamo ora in guerra. Non servono più i cannoni, basta togliere la moneta e “privatizzarl” gli Stati. Il più grande crimine è stato compiuto e se cerchi i morti purtroppo ci sono.

    Ciao

    1. giusto, io da ignorante mi perdo in questo fiume di parole, ma una cosa l’ho capita, si parla di combattere guerre (anche se economiche) perse e mi pare che tutti facciano finta di non vedere i morti…

  11. Cara Marianna, sei un mito! Grazie, concordo con te e ci tengo a sottolineare che non si tratta di esperienze personali. Chi ha amici tedeschi e molti nella nostra esperienza in Germania sa benissimo quali sono le problematiche che affliggono anche i tedeschi: tagli, finta occupazione, ma finta occupazione, straordinari non pagati, Krankenversicherungen private che la fanno da padroni (anche le statali non scherzano con gli autonomi), ospedali che non accettano clandestini (anche europei) qui domiciliati, divieto di sciopero per gli impiegati pubblici e scusate se è poco, stampa guidata ad arte ad elogiare il miracolo tedesco e muta rispetto alla povertà dilagante. Il progresso e la crescita economica reale sarebbero altra cosa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

tredici − due =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.