La “foglia di fico” evocata da Grillo nei giorni scorsi dovrebbe spettare al Ministro dell’Economia italiano, Vittorio Grilli. Dopo le precedenti “confessioni” da parte di Monti («Il rigore ha aggravato la crisi»), Draghi («risanare con tasse è recessivo»), Napolitano («sappiamo che i tagli alla spesa pubblica hanno conseguenze recessive sull’economia») e del capo economista del Fondo Monetario Internazionale, Olivier Blanchard («il rigore eccessivo blocca la crescita»), anche Grilli ha ammesso che la ripresa e la crescita, ormai invocate da mesi e sempre puntualmente rimandate, non arriveranno neanche nel 2013: «per il 2013 il Pil è previsto ancora in calo con un -1,3% e la crescita tornerà l’anno prossimo» (21 marzo 2013).

Anche il ministro, dunque, è costretto a riconoscere un fatto ormai innegabile: l’austerità genera un’inesorabile recessione economica. Meno spesa e più tasse riducono il reddito del settore privato (famiglie e imprese) e l’economia viene deliberatamente gettata in un pozzo senza fondo.

Siamo di fronte all’ennesimo autogol di un governo che continuare a definire “tecnico” senza cadere nel ridicolo appare assai ardito. Basta scorrere le dichiarazioni degli ultimi mesi del ministro per capirlo: «Riteniamo che dal secondo trimestre in avanti del prossimo anno riusciremo a riprendere a crescere» (31 ottobre 2012); («sappiamo che già nel 2013 si vedrà la ripresa […] dal secondo trimestre in poi» (11 novembre 2012); «Non ho elementi per cambiare le nostre previsioni di un ritorno alla crescita nella seconda metà del 2013» (11 dicembre 2012); «Mi sembra che tutti convergano sul fatto che la seconda metà del 2013 sarà in positivo» (11 marzo 2013).

Come abbiamo già visto per le previsioni della BCE, anche il Ministero dell’Economia non manca davvero di altrettanta incompetenza. Il Documento di Economia e Finanza del 18 aprile 2012, in cui sono contenute le linee programmatiche di politica economica da parte del Governo, prevedeva infatti una contrazione del Pil del 1,2% nel 2012 e una ripresa nel 2013, con un + 0,5% (vedi Figura 1).

Figura 1 - Documento di Economia e Finanza, 18 aprile 2012, p. 9.

Figura 1 – Documento di Economia e Finanza, 18 aprile 2012, p. 9.

La successiva nota di aggiornamento del 20 settembre 2012, a soli 5 mesi di distanza e in piena cura Monti, rivedeva le stime precedenti al ribasso, con una contrazione del Pil per il 2012 del 2,4% e un leggero ulteriore calo nel 2013 dello 0,2% (vedi Figura 2).

Figura 2 - Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2012, 20 settembre 2012, p. 5.

Figura 2 – Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2012, 20 settembre 2012, p. 5.

Ma Grilli, come abbiamo visto, rassicurava tutti e prometteva l’inizio della ripresa per la seconda metà dell’anno. Adesso arriva la doccia fredda e lo stesso Grilli dice: ci siamo sbagliati (ancora)! Niente ripresa nel 2013, anzi Pil giù dell’1,3%. Se ne parla il prossimo anno. Ovviamente, per quelli che ci credono ancora.

FONTE: http://memmttoscana.wordpress.com/

Comments

  1. Non è più un segreto (ne stanno parlando diversi media, tra i quali quelli che lo hanno sponsorizzato senza alcun ritegno), che il cd governo dei tecnici ed il loro illustre e super preparato presidente (evocato come messia), abbiano agito da encomiabili esattori per conto di frau Merkel e la bundesbank. Per loro la priorità non era e non è la crescita dell’economia italiana, ma il recupero e la restituzione dei soldi investiti dalle banche tedesche (e francesi) nei nostri titoli di stato. Lo stesso drenaggio di denaro che i tedeschi hanno imposto a Irlanda, Portogallo, Grecia, Spagna ed ora stanno pretendendo da Cipro. Denaro che, se non recuperato, avrebbe costretto il governo tedesco a spendere fondi pubblici per ricapitalizzare e salvare dal default i propri istituti di credito. Fondi che avrebbero causato un deficit ed un debito pubblico probabilmente superiore al nostro. Recuperati tali crediti, al prezzo della distruzione delle relative economie reali (loro concorrenti), i germanici non avranno più alcun interesse nello stare all’interno di questo sistema monetario, tant’è vero che loro non hanno mai smesso di stampare ed utilizzare la loro moneta sovrana, mentre noi ci siamo imposti per legge di farlo sino a febbraio 2012. Conclusione: saranno loro a far fallire l’euro, ma solamente dopo averci spremuto al collasso. Loro sanno già quel che vogliono (ed otterranno), noi stiamo ancora discutendo di legge elettorale e conflitto di interessi.

  2. Sono daccordo sul fatto che i governi tecnici stiano svolgendo la funzione di esattori al soldo dei creditori esteri via Fondo Salva Stati e MES (ne ho parlato qui: http://memmttoscana.wordpress.com/2013/03/18/a-chi-servono-i-sacrifici-dellausterita/). Sulla questione banche ti faccio notare che in realtà il governo tedesco è intervenuto, eccome se è intervenuto per salvare i propri istiuti (qui qualche riferimento: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-10-22/banche-pigliatutto-081326.shtml?uuid=Aatwj2EE e http://www.asca.it/news-Banche__Ue__aiuti_per_1_600_mld_in_3_anni__Briciole_all_economia_reale-1232658-ECO.html). Le banche tedesche hanno prestato male e tanto (non solo in Europa ma anche agli USA, vedi la voce subprime).

  3. Ma sul serio la Germania stampa ancora marchi ?
    “mentre noi ci siamo imposti per legge di farlo sino a febbraio 2012”
    Ma cosa significa, che fino ad un anno fa potevamo stampare ancora lire ?

  4. Scusa Marco, forse mi sono fatto prendere un po’ troppo dalla foga. In effetti da febbraio 2012 la vecchia e tanto amata lira è stata definitivamente messa fuori corso, quindi non può più essere convertita, a differenza del marco tedesco che fuori corso ci andrà dal 31.12.2099 http://thecurrencycommission.com/faq-currency.html . Per quanto riguarda la stampa di marchi da parte del governo tedesco, mi sono rifatto ad un articolo di MF del novembre 2011 che non sono riuscito a rintracciare se non attraverso i richiami di altre fonti giornalistiche http://www.caffe.ch/stories/cronaca/36403_quei_deutsche_mark_stampati_in_ticino/

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