Uno degli assunti base della Modern Money Theory o Molser Economics che dir si voglia, riguarda senza dubbio la natura della moneta. L’approccio che getta le fondamenta dell’impianto teorico, il cartalismo, viene presentato per la prima volta dall’economista tedesco Georg Friedrich Knapp (The State Theory of Money. 1924), e ripreso successivamente da J.M.Keynes ne “Il Trattato sulla Moneta” del 1930. Si tratta di un approccio alternativo alla più diffusa scuola “orizzontalista”, perché introduce un elemento ulteriore ed antecedente tra gli attori che concorrono al sistema di creazione della moneta: lo Stato. Scopo di questo lavoro è quello di illustrare sommariamente la teoria cartalista, soffermandosi sui principi fondamentali, cercando di evidenziare quei ponti di collegamento che la rendono, non solo conforme all’universo post-keynesiano, ma probabilmente anche complementare alla logica del circuito monetario.

L’approccio cartalista nel sistema economico moderno di Riccardo Tomassetti (doc.07 in formato PDF)

 

Comments

  1. Se Barnard, all’inizio di una lectio magistralis di 1 h e 1/2, identifica le RICCHEZZE delle nazioni con i VALORI DELLE RISPETTIVE MONETE CIRCOLANTI, non ci si può stupire se, poi, definisce l’Italia una delle più ricche del pianeta, irrilevante il suo debito pubblico, ecc. Ciò che così ottiene, è far diventare le parole d’ordine, per circa un decennio, dell’estrema sinistra, in slogan ELETTORALI (da far dimenticare dopo le elezioni) del più estremo centrodestra.

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