Scarica qui “La bilancia dei pagamenti italiana:  un’analisi critica” di Giacomo Bracci

Ecco l’introduzione al documento.
Questo testo analizza la composizione della bilancia dei pagamenti italiana, studiandone le sue tre componenti principali, ovvero il conto corrente (il cui saldo è anche definito saldo delle partite correnti), il conto capitale ed il conto finanziario. Non è contemplata l’analisi della variazione delle cosiddette riserve ufficiali, ovvero un flusso di fondi in valuta estera, in oro monetario e in liquidità proveniente dal Fondo Monetario Internazionale. La leva delle riserve viene spesso utilizzata dalle autorità monetarie per contrastare il deprezzamento o l’apprezzamento della valuta nazionale, ma poiché l’attenzione di questo documento è concentrata sulle dinamiche esistenti fra i flussi monetari
all’interno dell’Eurozona, la sezione delle riserve ufficiali può essere momentaneamente trascurata.
Dopo l’analisi generale della composizione della bilancia dei pagamenti, i dati risultanti verranno integrati e confrontati con l’analisi del sistema TARGET2, la camera di compensazione bancaria che registra i flussi monetari e le posizioni nette fra le Banche Centrali dell’Eurozona e la Banca Centrale Europea.
Infine, si analizzeranno le possibili conseguenze dell’introduzione del vincolo di pareggio di bilancio all’art.81 della Costituzione, unitamente ai vincoli di deficit imposti dal cosiddetto Fiscal Compact, un trattato introdotto dalle autorità europee a dicembre 2011. Il periodo considerato per dati ed analisi è quello che va da Gennaio 2011 a Gennaio 2012.

Comments

  1. pag. 2.1
    “La bilancia dei redditi offre un altro notevole spunto di riflessione: essa consiste nella differenza
    fra il rendimento dei fattori produttivi italiani impiegati all’estero, di valore pari a 56900 milioni di
    euro, e quello dei fattori produttivi esteri impiegati in Italia, di valore pari a 69021, ed ha quindi un
    saldo pari a -12.120 milioni di euro. Nella prima sezione, quella registrata a credito, può rientrare ad
    esempio il compenso di un professionista italiano, residente in Italia, che richiede di essere pagato in
    Italia o che comunque fa rientrare quella somma in Italia (parliamo di redditi da lavoro); nella seconda
    sezione, quella registrata a debito, ad esempio possono essere conteggiati i dividendi forniti ad un
    risparmiatore italiano che detenga azioni di aziende estere, che può essere vista come il rendimento di
    capitale fisico di proprietà italiana impiegato all’estero (parliamo di redditi da capitale).” … Siete sicuri che i dividendi da azioni estere di un risparmiatore italiano rientrino nella sezione registrata a debito? .. a me sembra più logico a credito visto che sono dividendi che rientrano in italia… saranno a credito nello stesso modo in cui lo è il compenso del professionista italiano … perchè uno a credito e l’altro a debito? è più logico entrambe a credito… chiedo lumi!!!

  2. Ti cito dal Manuale della Bilancia dei pagamenti e della posizione patrimoniale redatto da Banca d’Italia:

    “I redditi da capitale derivano dalla costituzione di attività e passività finanziarie verso l’estero da parte di residenti e comprendono gli interessi, i dividendi e gli utili reinvestiti.” (p. 65)

    Per il discorso della registrazione a debito/credito, si tratta chiaramente di una convenzione, tuttavia il senso è che mentre nel caso di un professionista che opera all’estero ma viene pagato in Italia, il fattore produttivo lavoro viene impiegato in un’economia non residente, cioè è avvenuta una esportazione di fattori produttivi; mentre nel secondo caso il fattore produttivo capitale rappresentato dai dividendi viene “importato” in Italia.
    Quindi quando parliamo del fattore produttivo lavoro, per studiarne i movimenti dobbiamo capire dove è stata effettuata la prestazione e se chi l’ha fornita è residente o meno; mentre quando parliamo di capitale dobbiamo capire da quale economia “provenga” una tale somma di denaro quando ne beneficia un residente.

    Ciò è riprovato dal fatto che se nel conto corrente quella voce relativa ai dividendi esteri viene registrata a debito, nel conto finanziario specularmente essa viene registrata dal lato delle attività nelle voci “investimenti diretti” e/o “investimenti di portafoglio”.

    Spero di aver diradato qualche nube :)

    1. che fatica!!! è tutta colpa di Luca Pacioli e de sta cavolo di partita doppia!!! quindi è importante distinguere la direzione del flusso di denaro da quella del fattore lavoro…. e tanto difficile comprendere e ricordare qualcosa che non ti risulta logico!! per capirlo e renderlo logico lo sforzo è immane e qualche volta ti porta ad affrontare i tuoi limiti!!!
      grazie… anche se ancora è un pò nuvolo!!! :)

  3. oh cielo, gie0 la prima!!!! mi ricordo arncoa quando nel tuo blog con le matite colorate ci desti la magnifica notizia: l’INP non sarebbe pif9 stata sola senti, non metterti l’ansia che poi la passi alla PBF. tranquilla, lasciala vivere in serenite0 questo momento magico, che8 la seconda elem e8 gie0 altra cosa. e goditi pure tu questo momento che non ritornere0. la prima e8 la classe pif9 faticosa ma la pif9 bella in assoluto. fidati, ne so qualcosa. baci.

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