EU_+_Island._Nei_takk!L’Islanda non ha dato nessuna lezione di calcio. E’ una buona squadra che gioca un calcio semplice e abbastanza efficace, ma nulla di così straordinario. Ovviamente nel suo piccolo e dando un’occhiata alla sua storia calcistica, la nazionale islandese ha fatto qualcosa di realmente notevole! L’Islanda piuttosto, ha dato negli ultimi 5-6 anni una lezione al mondo su quale sia l’importanza dello Stato, ossia delle istituzioni costituzionali di diritto, nell’orientare l’economia nazionale su un sentiero di crescita e di sviluppo socialmente inclusivi e condivisi.

L’Islanda ha dato una lezione al mondo intero su cosa sia in grado di fare un complesso di istituzioni governative in seguito ad una crisi bancario-finanziaria. L’Islanda ha dato una lezione al mondo intero su come devono essere trattati dei banchieri criminali. L’Islanda ha dato una radicale dimostrazione di piena sovranità istituzionale, giuridica e territoriale ad un organismo sovra-nazionale come il Fondo Monetario Internazionale.

L’Islanda ha dimostrato che consentire ai propri istituti di credito di sottoscrivere dei contratti denominati in valuta straniera è una pessima scelta politica. L’Islanda ha dimostrato agli europeisti convinti che mantenere il monopolio pubblico di emissione della propria moneta (Corona Islandese) è stata una scelta azzeccata, azzeccatissima per dirla in breve.

L’Islanda infine, ha dimostrato che uno Stato che emette la propria moneta e che decide di lasciar fluttuare il tasso di cambio, trattasi dunque di moneta “FIAT”: 1. Non può mai e poi mai essere costretto al default sui propri contratti di obbligazione emessi; 2. Per poter adempiere alle sue impegnative di pagamento e per poter rimanere operativo non ha bisogno di dipendere dai mercati monetari e dei capitali privati. 3. Non è soggetto ai capricci dei “bond vigilantes” (no rischio di essere vittima di attacchi speculativi sui propri titoli di Stato; e dello spread sì, spread no e dei giudizi delle agenzie di rating se ne può sbattere tranquillamente…… i polpastrelli!).

Infine, sempre questa piccola isola di soli 323.000 abitanti circa, ha dimostrato che proprio grazie al fatto di non aver adottato una moneta straniera come l’euro (e di non aver ratificato, in aggiunta, alcun trattato europeo), ha potuto godere di quel framework di “strumenti macro-economici” di base di cui ciascuno Stato deve disporre per poter pensare di operare nell’Interesse Pubblico del 99% dei suoi cittadini.

L’Islanda ha dimostrato che fuori da un sistema monetario assurdo, ridicolo, disastroso come l’Unione Monetaria Europea c’è vita, eccome se c’è vita (Si prenda visione dei dati macro-economici riportati nell’articolo del nostro professor Bill Mitchell).

L’Islanda ha dimostrato che lo Stato, nonostante l’affermazione in questi ultimi due decenni di quel fenomeno chiamato “globalizzazione”, è sempre in grado di far valere la forza giuridica delle proprie disposizione legislative di fronte alle scelte, ai capricci e alle minacce della finanza globale! L’Islanda ha dimostrato che non vi è alcuna correlazione diretta tra la dimensione del proprio territorio e l’andamento dell’economia domestica.

Ossia, l’equazione da bar dello sport “più uniti = più grandi, più grandi = più forti, più forti = più crescita”, con banali e semplici evidenze empiriche va a farsi fottere. Il tutto, al contrario, dipende in prima istanza dagli arrangiamenti giuridico-istituzionali e quindi monetari e bancari adottati e in seguito, dalle politiche macro-economiche messe in campo.

L’unico vincolo che potrebbe presentarsi e che potrebbe, potrebbe, comportare problemi per un Paese ricade nell’ambito delle risorse reali. Se vi sono, in essere, vincoli di natura finanziaria allora questi dipendono unicamente da idiote scelte politiche. L’Islanda ha dimostrato infine, che adottare politiche fiscali restrittive (leggasi austerità), in seguito ad una crisi finanziaria non solo non è una necessità economica (ma una scelta politica deliberata e criminale), ma è una scelta di politica macro-economica che qualsiasi governo democratico, serio e che ha a cuore la volontà e il benessere dei suoi cittadini non sceglie assolutamente di perseguire. Forza Islanda: batti e continua a battere forte le mani, ma proprio forte, perché di sicuro tu sì che hai vinto.

Comments

  1. Dopo l ormai inevitabile cadua del povero Renzi – mai fu più predetta e prevedibile una crisi di governo, sopratutto grazie alle carie – cariatidi interne delp PD – è sicuro che il prossimo governo sarà M5S.. speriamo di vedere quindi PRESTO un referendum sulla ri negoziazione per la nostra – o meno…- permanenza nella UE e sopratutto nell Euro…vediamo che sa FARE il movimento…

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