MonopoliCome scrive Peter Spiegel nel suo blog sul Financial Times (Brussels blog) le regole di bilancio europee: “Sono dannatamente complicate” e “praticamente ogni paese dell’Eurozona è a rischio violazione”.”Il tuo disavanzo è sopra il 3 per cento della produzione economica? Allora finisci nella ‘procedura per il disavanzo eccessivo‘. Il tuo disavanzo è sotto il 3 per cento ma c’è il rischio che lo superi? Allora finisci nel ‘braccio preventivo‘. Cosa succede se il tuo disavanzo è sotto il 3 per cento, ma il tuo debito pubblico è sopra il 60 per cento del prodotto interno lordo? Bene, puoi ancora finire nella ‘procedura per il disavanzo eccessivo‘ se non tagli il tuo debito abbastanza velocemente”.E mentre l’Europa ci impone un assurdo gioco dell’oca fatto di mille cavilli in cui nessuno vince, un Monopoli in cui a ogni lancio di dadi si finisce sempre sulla casella imprevisti e probabilità – per di più in nome di un fantomatico 3 per cento inventato a tavolino e privo di alcuna rilevanza economica (vedi sotto): le nostre imprese chiudono; gli imprenditori che coraggiosamente sopravvivono sono sempre più con l’acqua alla gola, strozzati dal cappio di tasse ormai insostenibili; i nostri figli e nipoti non trovano uno straccio di lavoro e chi ne trova uno deve accettare condizioni di impiego da medioevo; i più fortunati sono obbligati a scappare all’estero, mentre agli altri non rimane che inviare vanamente curriculum per mezza Italia.Bisognerebbe ricordare Abba Lerner, lui stesso un imprenditore (diventato poi un grande economista) che vide la sua azienda fallire durante la Grande Depressione degli anni Trenta e a quel punto cercò una risposta che andasse oltre i soliti slogan sulla “scarsa produttività”, “la burocrazia”, “la casta”, “le auto blu”, “la corruzione”, “l’evasione fiscale”…..La trovò in questa semplice formula:

“La politica fiscale del governo, la sua spesa e la sua tassazione […], dovrebbe essere condotta prendendo in considerazione esclusivamente i risultati di queste azioni sull’economia e non in base a una qualsiasi dottrina tradizionale prestabilita su ciò che è sano e ciò che è malsano. […] Il governo può aumentare la spesa totale aumentando la spesa stessa o riducendo le tasse in modo che i contribuenti abbiano più denaro da spendere […] In nessun caso il governo dovrebbe pensare che ci sia qualcosa di buono o cattivo a riguardo“.

Se vogliamo risolvere i problemi della nostra economia, e vedere le nostre imprese ripartire e trovare un lavoro stabile e dignitoso, dobbiamo semplicemente mandare al diavolo i burocrati non eletti di Bruxelles e i loro inutili numeri, guardare all’economia reale, quella fatta da imprese e lavoratori, e aiutarla a uscire dal pantano in cui si trova oggi con tutta la spesa (e la conseguente creazione di redditi) e il calo delle tasse che saranno necessari.

Fonte articolo Financial Times: http://blogs.ft.com/brusselsblog/2014/10/17/the-italian-budget-in-trouble-in-brussels/

Fonte invenzione 3 per cento: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-01-29/parla-inventore-formula-3percento-deficitpil-parametro-deciso-meno-un-ora-102114.shtml?uuid=ABJHQ0s

Fonte citazione Abba Lerner: Abba Lerner, Functional finance and federal debt (1943)

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