Quando i media descrivono la situazione economica di qualsiasi paese ci parlano di crescita del Pil, degli indici di borsa (esempio Nasdaq,  S&P500,  FTSE MIB), di spread, d’inflazione e dell’euro che si apprezza o si deprezza.
Questi indici non sono direttamente  correlati alla qualità della nostra vita e dicono ben poco rispetto alle difficoltà che incontriamo tutti i giorni.
In questo periodo ad esempio gli indici azionari sono in crescita, lo spread è al minimo e l’inflazione è sotto lo zero. Inoltre, quando la disoccupazione era ai suoi massimi nell’Eurozona, l’Euro era apprezzatissimo rispetto alle altre valute internazionali.

Porto un ulteriore esempio: spesso si parla del Giappone  il cui PIL negli ultimi anni alterna fasi di modestissima crescita a fasi di modestissima recessione. Contestualmente  la Spagna sta dando segnali di modesta  ma graduale crescita negli ultimi 2 anni. I media tuttavia, raramente  ricordano che in Giappone c’è una disoccupazione del 3% mentre in Spagna siamo intorno al 24% ed il trend è di nuovo in aumento.

E’ chiaro che un economia con una disoccupazione bassissima sfrutta quasi tutto il suo potenziale umano e quindi fatica di più a crescere. Mentre un economia con una elevatissima disoccupazione ha ovviamente un potenziale di crescita più ampio. Ma secondo voi in quale dei due paesi è più dignitoso vivere?



Questo è un esempio per evidenziare come gli indici che i media utilizzano per descrivere lo stato di salute dell’economia, ci dicono ben poco sulla situazione che stiamo vivendo.
Ciò potrebbe essere voluto: utilizzare  indici che poco hanno a che fare con la vita reale dei cittadini permette ai media di non parlare dei reali problemi che ci affliggono e consente ai governi sia di non perdere troppo consenso (necessario a governare) che di continuare a perseguire gli interessi di determinati centri di potere, interessi ben lontani da quelli della stragrande maggioranza dei cittadini che esercitano il diritto di voto.

Quindi occorre fare chiarezza.


Per avere una migliore misura del reale stato di salute dell’economia occorre porre l’attenzione sui seguenti parametri:
– Andamento del tasso di disoccupazione e del tasso di occupazione
– andamento della produzione industriale e dei fallimenti aziendali
–  accesso e qualità dei servizi al cittadino (istruzione, sanità e qualità delle carceri in primis)
diritti e tutele di tutti i cittadini (occupati, disoccupati e fasce deboli: stiamo aumentando diritti e tutele  rispetto al passato oppure li stiamo perdendo?)
livello dei redditi in relazione al necessario per vivere dignitosamente

Tutto il resto viene dopo.

Comments

  1. Concordo pienamente Mario, e’ come se ci stessero facendo misurare la febbre usando un barometro. E certo che il barometro mostra un dato scientifico … ma davvero non possiamo usarlo per misurarci la temperatura!

    Pensando al PIL per esempio, e’ difficile pensare che possa misurare la salute di un’economia e il successo di una nazione. Se un ubriaco mette sotto un poveraccio e lo ammazza per la strada, il PIL sale, cioe’ i paramedici, i vigili urbani, l’ospedale lavorano, l’assicurazione, le pompe funebri, il fioraio, ecc … addirittura anche il bar che lo ha reso ubriaco ha contribuito a far crescere il PIL.

    Insomma a me pare che abbiano convenientemente adottato un catalogo infinito degli assurdi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

13 − 6 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.