Riportiamo una citazione dell’economista circuitista Augusto Graziani, recentemente scomparso, e pubblicata dal blog criticamente.com (qui articolo completo*).

Sarebbe interessante che gli imprenditori italiani capissero che uno Stato che svolge propriamente il proprio ruolo garantisce anche la necessaria liquidità, specialmente nei periodi come l’attuale in cui il sistema creditizio privato non può erogare credito come nelle fasi di espansione economica.

Augusto Graziani (fonte Il Mattino)

 

Il settore pubblico, con manovra provvida, ha gestito i propri conti in enorme e crescente disavanzo, come sappiamo; questa è una delle cose più note, più dibattute, più deprecate sulla scena economica e politica del nostro Paese. Ma quando il settore pubblico gestisce il proprio bilancio in disavanzo, quale che sia la destinazione della spesa, cosa che adesso è difficile da conoscere ed ancor più difficile da giudicare, c’è comunque un effetto monetario immediato in quanto attraverso il disavanzo del settore pubblico viene immessa nel sistema economico una liquidità tutta particolare, una liquidità, cioè, che per le imprese non comporta il ricorso al sistema delle banche.

Se il settore pubblico viene gestito in pareggio, e cioè la spesa pubblica è coperta con le imposte, il settore pubblico non aggiunge e non toglie una lira di liquidità, si limita a prendere da una parte e a spendere dall’altra; le imprese ottengono liquidità aggiuntiva soltanto dal settore bancario con il conseguente indebitamento. Quando invece c’è un disavanzo nel settore pubblico, finalmente è lo Stato che s’indebita verso la Banca Centrale, con un allargamento della base monetaria, o si indebita verso i risparmiatori, aumentando la velocità di circolazione della moneta.

Ma in entrambi i casi le imprese ottengono flussi di liquidità che per loro non sono un debito, liquidità sulla quale non devono pagare interessi. È stato proprio il disavanzo del settore pubblico che ha riequilibrato i conti del settore industriale verso il settore finanziario.

* si ringrazia Fabio Di Lenola per la citazione

Comments

  1. Erano gli inizi degli anni 80 ed entrai nell’azienda di famiglia per imparare quali erano i processi produttivi, conoscere i collaboratori, e successivamente i clienti ed i fornitori, linfa vitale di ogni impresa.
    L’Italia in quel periodo era settima potenza al mondo e prima nazione per quel che riguardava il risparmio privato all’interno del sistema bancario. Per il sistema industriale Italiano un periodo particolarmente felice.
    Ricordo mio zio, non perdeva occasione per sottolineare che avevamo un socio non gradito, e soprattutto inutile che pretendeva ogni anno attraverso la tassazione una buona parte dei nostri guadagni, Lo Stato, questo sconosciuto…
    Non ricordo però problemi di sorta, nella gestione economica dell’azienda. Malgrado la presenza di questo socio così scomodo, nonostante tutte le tasse e gli oneri sociali che mio zio continuava a rammentarmi che ci toglievano il respiro, posso affermare che non stavamo affatto soffocando, anzi, eravamo in ottima salute. L’ordinaria amministrazione era gestita senza la necessità di linee di credito, e il sistema bancario era esclusivamente utilizzato per fare transitare incassi e pagamenti.

    Ho vissuto per quarant’anni all’interno di un contenitore di pensiero, dove ogni suo componente in ogni concetto contabile afferma; è la tassazione che fornisce al governo le entrate di cui ha bisogno per poter spendere, ora a nostra insaputa è veramente così… BENVENUTO NELL’EUROZONA! E ben mi sta.
    In realtà, è vero il contrario!
    La spesa governativa forniva ulteriore reddito al settore non governativo, e ci permetteva
    di estinguere gli oneri fiscali senza dover dipendere dalle sole nostre forze e dalle sole esportazioni. .
    È chiaro che la spesa del governo doveva essere sufficiente per consentire che le tasse fossero pagate.
    La mia capacità di comprendere quale fosse lo strumento gestionale più importante mi furono precluse o nascoste già nel periodo scolastico. Non ricordo o perlomeno non fu data la giusta importanza alle questioni monetarie. Come potevo entrare da protagonista nella vita reale, senza avere un minimo di competenza sulle questioni macroeconomiche, vitali per la nostra sopravvivenza.
    Negli anni successivi, ho contribuito in maniera considerevole a distruggere inconsapevolmente lo strumento che ci permetteva di crearle, così impegnato a gestire una sorta di onnipotenza, cioè pensare e credere di essere l’unico plasmatore delle mie ricchezze.

    Siamo tutti noi utilizzatori di strumenti, l’economia e il sistema monetario sono strumenti. Provate ad immaginare un coltello, è uno strumento, come l’economia e il sistema monetario. In funzione di chi li usa possiamo avere risultati diversi. Sia il coltello, l’economia e il sistema monetario possono essere usati per ferire o per farvi gioire.
    Il coltello può essere usato per offendere, o per tagliare in armonia un pane; così l’economia e il sistema monetario possono essere usati per renderci felici o farci cadere in depressione o deflazione e non poter vivere una vita degna di essere vissuta.

    1. Analisi perfetta. Il nostro problema è aver nei posti decisionali personaggi che hanno una visione limitatissima di questi scenari. Competenza e interesse per il bene comune sono gli unici due elementi che ci potranno salvare, speriamo che decaduti i vari Berlusconi & Renzi attuali, i loro successori tengano ben presente tutto ciò…

    2. Finalmente un imprenditore dotato di onestà intellettuale che ha messo da parte il proprio orgoglio ed abbandonando la supponenza ha capito e capisce che i soldi li ha fatti perchè c’erano in giro perchè lo stato spendeva di più di quello che incassava con le tasse…..questo non vuol dire che tutti siamo uguali…..certo che per fare l’imprenditore bisogna essere bravi ma questa non è la caratteristica principale….perchè possiamo essere anche i più bravi del mondo, lavorare 24 ore al giorno e fare i prodotti più belli di questo mondo ma se non ci sono i soldi in giro anche questi imprenditori fallirebbereo…Chiaro!!!!
      Marco…..credimi tanti non lo capiscono o meglio non lo vogliono capire ……quello che è successo a te l’ho vissuto sulla mia pelle…quando ero all’università e studiavo il debito pubblico e l’inflazione sinceramente non capivo quanto queste due entità fossero descrittte come il male assoluto….si parlava di debito pubblico e mi chiedevo ma se è un debito che deve avere questi soldi….e l’inflazione…mi chiedevo che importanza ha l’infalzione se i salari e gli utili crescono di conseguenza…..vabbè, allora per pigrizia e per deformazione dell’uomo che quando tutto va bene non ci facciamo tante domande lasciai perdere il tutto…..finchè dopo gli ultimi 15 anni in cui vedevo e vivevo un economia reale sempre in discesa…..mai un boom economico….dove tutti davano la colpa ai vari governi (Berlusconi in primis) ed alla corruzione….è arrivato finalmente (credevo) il sig. Mario Monti (signor è troppo per questo essere)….ed ho detto finalmente un tecnico ….finalmente faremo quello che veramente dobbiamo fare per risollevare l’economia reale di questo paese……mi sono bastati due mesi per capire in fretta che stava facendo tutto il contrario di quello che si sarebbe dovuto fare per risollevare il nostro paese addirittura peggio dei governi passati…..allora ho detto: “qui c’è qualcosa che non torna”……la provvidenza mi è venuta in soccorso in quel momento e si è per me manifestata nelle sembianze e nell’incontro di un uomo che risponde al nome di Paolo Barnard……quando si dice che Dio lo trovi in qualunque luogo e posto della terra…..ecco …..leggendo il più grande crimine di Paolo ho avuto l’illuminazione ed ho capito quello che avevo sempre capito ma che per pigrizia avevo lasciato nel cassetto della mia mente…….a Paolo tutti noi (compresi i vari economisti che oggi sostengono queste tesi….vedi Bagnai) dobbiamo dire grazie e riconoscere che è stato il primo…..tutto il resto sono frottole che ci faranno affondare in maniera definitiva come paese e come popolo…….e credo che faremo sicuramente questa fine perchè in italia di gente onesta intellettualmente come TU, PAOLO e ME ce ne sono veremente poche …….ed è per questo che finirà così……..ce lo meriatiamo ed i tedeschi lo sanno.

  2. Se lo stato si indebita verso la banca centrale, (la banca centrale non può acquistare titoli di stato), semmai si indebita con i risparmiatori o le banche commerciali, come può aumentare la spesa pubblica se è stretto dal debito non sovrano. Solo con la piena sovranità monetaria ha senso una politica keynesana.

  3. Basterebbe avere almeno 1 banca pubblica, con cui erogare prestiti a tassi prossimi allo zero, e anche le altre le altre banche(private) per la legge delle concorrenza di adeguerebbero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

2 + quattordici =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.