Per L’Aquila non ci sono i soldi.

Per il fango di Genova non ci sono i soldi. Anzi no, ci sono 2 miliardi, ma non sono stati spesi. Ora ci pensa Renzi a spalarli, meno male.

Con una moneta sovrana (cambio flessibile sui mercati valutari, non convertibile in oro o altri beni, monopolio di Stato) la soluzione del problema del dissesto idrogeologico a Genova (o in altre città italiane) o ad esempio la ricostruzione de L’Aquila avverrebbe attraverso uno stanziamento di denaro pubblico con centinaia di imprese e migliaia di lavoratori coinvolti.

Uno stanziamento siffatto:

a) renderebbe le due città (e l’Italia intera) più sicure, vivibili e quindi in grado di attrarre nuova ricchezza e cultura;

b) non provocherebbe alcun problema alle finanze pubbliche;

c) produrrebbe reddito per circa 3 volte lo stanziamento iniziale (chi riceve il denaro lo rispende in consumi e quindi la ricchezza “circola”);

d) non provocherebbe inflazione in quanto la quantità di moneta immessa sarebbe pari ai beni e servizi prodotti.

e) fondamentale, il denaro stanziato sarebbe uno stanziamento garantito dallo Stato senza la necessità di reperire il denaro con nuove tasse o con prestiti da ripagare con gli interessi

Non capendo la Mmt e non applicandola, avendo anzi l’euro come moneta che impedisce queste operazioni di investimento pubblico persino in casi di urgenza come questi, dobbiamo accettare di ascoltare barzellette come “abbiamo finito i soldi“, oppure “i soldi c’erano ma sono bloccati dalla burocrazia“, o addirittura “non possiamo vivere sulle spalle dei nostri figli“.

Ma ad esempio David Cameron, premier inglese, in una situazione simile a quella che sta colpendo Genova, ovvero le alluvioni nel sud dell’Inghilterra lo scorso mese di febbraio, non fu costretto a scrivere barzellette su Facebook su 2 miliardi improvvisamente comparsi (…) ma poté annunciare, di fronte alle proteste dell’opinione pubblica: “Qualsiasi cosa serva, il denaro non sarà un problema – ha detto Cameron – Siamo un paese ricco, abbiamo un’economia in crescita. Se c’è bisogno di soldi per il risanamento, questi saranno messi a disposizione. Se il denaro è necessario per aiutare le famiglie a rimettersi in piedi, che il denaro sia reso disponibile”.

Fango a Genova foto ilgiornale

 

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