Quando sento parlare di divorzio le immagini che mi vengono in testa sono quelle del film di Pietro Germi, divorzio all’italiana, dove i personaggi arrivano ad una separazione drammatica e cruenta (splendidamente e ironicamente raccontata da P. Germi) senza nessuna possibilità di accordo. Ed è così che ho immaginato anche il cosiddetto divorzio tra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro: un crescendo di situazioni non più conciliabili che hanno portarono “al divorzio”. Ma così non è andata.
Questa è la storia.

Nel 1980 Beniamino Andreatta è ministro del Tesoro, e dall’alto della sua “sapienza economica” individua subito i due problemi più urgenti da risolvere per risollevare l’Italia dalla morsa dell’inflazione:
a)     Liberare la Banca d’Italia dall’obbligo di garantire il finanziamento del Tesoro
b)     Ed eliminare “Il demenziale rafforzamento della scala mobile prodotto dell’accordo tra Confindustria e sindacati confederali del 1975”
Inoltre ritiene che questa situazione possa mettere in pericolo la presenza nello SME dell’Italia. (articolo del 1991 sul sole 24 ore di Andreatta).

Ed allora con il parere favorevole dei suoi consulenti scrive una lettera come Ministro del Tesoro alla Banca d’Italia per ridefinire gli accordi tra Tesoro e Banca d’Italia.
La lettera parte il 12 febbraio del 1981 e la risposta dalla Banca d’Italia arriva il 6 marzo del 1981.
La risposta di “sostanziale accordo” è del Governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi.
L’accordo è fatto e diventa operativo dal luglio dello stesso anno.
Non si è trattato di un divorzio ma di un matrimonio di interesse.

Con questo accordo il Ministero del Tesoro rinunciava alla sua sovranità nel definire il livello dei tassi di emissione dei titoli lasciando al mercato la sua definizione.

“…Lo strumento  delle aste competitive, deciso in questo accordo, consentiva al mercato ( in realtà le solite grandi banche da privatizzare) di ottenere tassi altissimi su tutta l’emissione… Bastava che gli operatori si mettessero d’accordo per non comperare una piccola parte dell’emissione stessa, ed il gioco era fatto”

(N.Galloni, chi ha tradito l’economia italiana?)

“Dopo il divorzio i tassi di interesse reali tornarono stabilmente su livelli positivi, compatibilmente con il progressivo rientro dell’inflazione e con la permanenza nello Sme; il fabbisogno pubblico viene finanziato pressochè per intero sul mercato senza creazione di base monetaria, inizia da parte della Banca d’Italia la pratica di annunciare obiettivi di espansione monetaria.”

(Mario Draghi, dagli atti del convegno Arel ABI febbraio 2011).

E’ stata quindi un accordo all’italiana, e non un divorzio, a dare inizio alla demolizione della nostra sovranità. Un matrimonio di pura ispirazione neoliberista, un matrimonio d’interesse dove l’interesse non era quello del 99% della popolazione italiana ma del solo1% che vuole vivere del nostro sangue. Un accordo raggiunto tra due rappresentanti della classe dei Rentiers fuori da ogni regola di democrazia e contro la democrazia; un passaggio economico irreversibile come Monnet aveva insegnato verso il nuovo ordine tecnocratico.

Comments

  1. questo è stato se vogliamo oltre che un problema economico soprattutto un problema politico in quanto questo accordo è stato possibile in virtu di un sistema di rappresentanza che gia allora era agli sgoccioli,in quando gia allora i partiti cosidetti democratici ed i sindacati non erano piu al servizio degli interessi dei lavoratori ma a perseguire il loro opportunismo …..infatti chi dice che da allora la democrazia è veramente finita secondo me ha perfettamente ragione, perche è stato un vero tradimento non solo degli operai ma di tutti gli italiani che vivevano del propio lavoro. tutto quello che ci hanno raccontato dopo è stato solo un grande inganno

  2. Andreatta assomiglia un pò a Borghezio nella foto, che tuttavia preferisco di granlunga in quanto è contro l’euro e i tecnocrati.
    Ma questa questione del “divorzio” veramente è forse la più controversa che io abbia mai incontrato in ambito di studio dei sistemi monetari.
    Anche sul “Programma di Salvezza Economica” è ribadito che la vendita di titoli del Tesoro in verità non è mai servita veramente allo stato per finanziarsi. Come mai Draghi dice l’opposto ? (vabbè che Draghi non è una fonte affidabile, anzi, però l’avete riportato).
    Sarebbe opportuno fare chiarezza magari chiarendo con opportuni riferimenti ufficiali se il Tesoro aveva comunque un Conto Speciale di Tesoreria che poteva usare per emettere la valuta senza passare dal faraginoso e logorroico meccanismo dei titoli (e mi pare che dal secondo dopoguerra fosse così).

  3. Io non ho ancora capito quali interessi avevano Andreatta e Ciampi a stipulare un accordo del genere. Cosa gli veniva in tasca. Certo, probabilmente saranno stati ricompensati “bene” dagli operatori privati/banche dopo l’accordo. Immagino che questa ricompensa per entrambi ci sia stata…Ma solo questo era l’interesse??.Il piano di Ciampi qual’era??non mi sembra uno che si fa corrompere per poco..

    1. Il compenso (se così vogliamo chiamarlo) per Ciampi fu: Presidente del Consiglio (non eletto), quindi Presidente della Repubblica (non eletto). Bella carriera. ciao.

    2. caro Michele,
      quei due onorevoli “Signori” che hai menzionato sono Ebreo-Massoni e rispondono solo ai loro Superiori. Quando uno Stato non ha più una sua Banca, o non ha più la “Stanza del Tesoro”, diventa un TransAtlantico tipo “Concordia” che, senza radar ed ecoscandaglio (sonar), in piena notte e a velocità di crociera va a sbattere contro agli scogli.
      L’Italia che tu conosci, l’hanno costituita i Padri di quei due Signori e non i nostri, per lo meno, i nostri ci abbiamo messo il sangue mentre i loro i soldi. Se per loro è arrivato il momento di “cambiare” la storia, ovvero: liquidare per fallimento lo Stato Italiano, i sacrifici imposti sono solo “investimenti” per salvare la Patria finita, da sostituire con una strana ‘Europa, la loro. Una volta costituita e senza più Stati sovrani, l’Europa chiudera’ per fallimento sotto i colpi dei vari TTIP di turno, processi economici devastanti per la cotituzione di Nuovo Ordine Mondiale privatizzato,

      Ciò che noi abbiamo chiamiamo Stato, “loro”, dal Risorgimento, l’hanno sempre chiamato: “Cosa Nostra”.

      Ora, riapri i libri di scuola e ripassati il Risorgimento Italiano e tutto ti diventerà più chiaro: Tricolore ed esilio di Garibaldi compresi.

      ciao

      enea

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