Di Elisabetta Uccello.

Fonte: http://www.memmtveneto.altervista.org/articoli/costituzione.html

La nostra Carta Costituzionale è stata approvata nel dicembre 1947 alla fine dei lavori dell’Assemblea Costituente, che era stata nominata in occasione del referendum istituzionale nel quale il popolo italiano aveva scelto fra Monarchia e Repubblica.

Quali sono i principali ideali politici, sociali ed economici che hanno contribuito a definirne i valori ?

Sono 3:

–          Pensiero liberale (ispirazione Mazziniana)

–          Pensiero cristiano-sociale (ispirazione democristiana)

–          Pensiero socialista (ispirazione Marxista)

La nostra carta rappresenta un sunto delle principali correnti di pensiero della cultura occidentale del secolo scorso, prendendo il meglio di ciascuna di esse e scartandone gli elementi negativi o più estremisti.  Sono i valori anche ancora oggi ispirano il dibattito democratico nel nostro paese. Come attuare il modello di società della Costituzione?

Attuare significa passare dalla teoria alla pratica; ci accorgiamo che tutti questi valori sono ancora da attuare in maniera compiuta.  La nostra Carta Costituzionale è ancora da attuare. Non parla di passato ma di futuro.

IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA.

Art 3.

Il primo comma art 3 della Costituzione ci presenta il principio di uguaglianza FORMALE di tutti i cittadini di fronte alla legge.

Qui la Costituzione poteva fermarsi ma tutti noi sappiamo che non basta dire che siamo tutti uguali formalmente. Si sa che le condizioni personali e sociali possono influire sul modo col quale il cittadino beneficia di questa uguaglianza.

Non significa che tutti nei fatti abbiamo le stesse opportunità di partenza , abbiamo le stesse condizioni di base per partecipare alla vita sociale, economica e politica.

Ecco allora che i nostri costituenti introducono il secondo comma dell’ art 3:

‘’E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.’’

Il comma 2 è un principio di uguaglianza SOSTANZIALE, EFFETTIVA.

Occorre per Costituzione non solo distribuire la ricchezza in modo equo e garantire il lavoro ma fare in modo che tutti i cittadini abbiano a disposizione i servizi essenziali che servono alla tutela della salute, della sicurezza, della formazione.

Lo stato deve mettere a disposizione di TUTTI i cittadini:

–          ospedali,

–          scuole,

–          infrastrutture,

–          forze dell’ordine,

–          ricerca,

–          previdenza sociale,

–          assicurazioni contro infortuni e malattie,

–          servizi finanziari.

L’EROGAZIONE DI QUESTI SERVIZI DEV’ESSERE GARANTITA DALLO STATO, PERCHE’ SOLO SE I SERVIZI DETTI ESSENZIALI SONO A DISPOSIZIONE DI TUTTI SONO IL MEZZO PER RIDURRE LE DISEGUAGLIANZE SOCIALI.

QUESTO E’ POSSIBILE SOLO SE LO STATO E’ SOVRANO.

La sovranità è il potere che ha lo stato di imporre le proprie leggi: si dice potere d’ imperio.

La forma di stato scelta dall’Italia è la democrazia. La forma di governo, la repubblica.

L’Italia esercita il proprio potere d’ imperio per perseguire questo modello di società:  Repubblica democratica fondata sul lavoro.

Per fare questo non può non avere il controllo assoluto dei mezzi fondamentali per indirizzare l’economia:  MONETA e PARLAMENTO.

Moneta che dev’essere imprescindibilmente emessa dallo stato, non convertibile in metalli preziosi, a tasso di cambio fluttuante con le altre valute e soggetta solo alle decisioni del Parlamento senza vincoli esterni di spesa .

L’obiettivo dell’ articolo 3 della Costituzione Italiana è perseguibile solo a questa condizione:

solo grazie al controllo della moneta e del Parlamento la Repubblica democratica costruisce una società al servizio dell’interesse pubblico.

Riportiamo questa citazione dell’ economista Augusto Graziani:

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Vediamo bene come Graziani sottolinea ciò che in un’economia reale veramente conta, ossia i beni reali ancor prima di quelli finanziari, che appunto devono essere accessibili a tutti soprattutto quando si parla di servizi essenziali.

E riportando l’ ex giudice della Corte Costituzionale Zagrebelsky:

‘’L’organizzazione pubblica della sanità è una conquista civile che deve essere apprezzata nel suo giusto valore, pensando alle categorie sociali più deboli che non possono pagare cure costose presso medici e cliniche private. Che le differenze di possibilità economiche non debbano creare discriminazioni rispetto alla salute ed addirittura alla vita è un principio di giustizia che appare evidente e risulta dalla Costituzione.”

Le disfunzioni della sanità pubblica in Italia non si possono quindi correggere eliminando questo servizio o limitandolo, come propongono i fautori del liberismo  e della cosiddetta deregulation, ma COMABATTENDONE GLI “SPRECHI, LA DISORGANIZZAZIONE E LA CORRUZIONE’’.

Questo vale anche per la scienza, la tecnologia, l’istruzione, la formazione, l’intelligenza artificiale…con la moneta ed una Repubblica sovrana l’eccellenza in tutti i campi fondamentali per la vita di ciascuno va pretesa a “cannonate” !

“Se l’erogazione di questi beni e servizi è rivolta al profitto e non all’interesse pubblico generale, potrà mai essere realizzata l’uguaglianza sostanziale sancita nell’art. 3?”. La risposta è ovviamente NO!

PERCHE’ IL SETTORE DEI SERVIZI ESSENZIALI NON DEVE ESSERE PRIVATIZZATO PER NESSUN MOTIVO?

Perché l’obiettivo del privato è il PROFITTO.

Volente o nolente.

Gli investimenti sostenuti dai privati dovranno essere restituiti e TUTTI. In più il privato dovrà realizzare UTILI, CIOE’ IL SERVIZIO DOVRA’ ESSERE NECESSARIAMENTE A PAGAMENTO e soprattutto nella misura da coprire investimento più profitto.

Il privato risponde ESCLUSIVAMENTE AD UNA GESTIONE DI MERCATO E COMPETITIVA.

Ai criteri di gestione pubblicistici si sostituiscono criteri di gestioni privatistici.

….CAPTIVE DEMAND…..domanda prigioniera….

Di acqua, luce, gas, cure, trasporti il cittadino non potrà mai fare a meno.

I soggetti privati che detengono il monopolio o l’oligopolio di questi servizi lo sanno BENE e lo sanno da tempo.

Per loro si tratta di profitti certi. Ma attenzione…se la recessione continua non saranno più così certi.

LA SCARSITA’ DI MONETA ISTITUZIONALIZZATA E’ DOVUTA ALLA CESSIONE DI SOVRANITA’ MONETARAIA AD UNA BANCA INDIPENDENTE DAGLI STATI : GLI STATI SONO COSTRETTI A PRIVATIZZARE , A MENO CHE NON DECIDANO DI USCIRE DALL’ UE.

Questo è l’obiettivo delle istituzioni europee: un modello di società in cui siano ACCETTATE E LEGITTIMATE DISOCCUPAZIONE E FORTI DISPARITA’ SOCIALI: L’ ALTRO E’ UN MIO COMPETITOR ed è giusto che sia così. Le persone sono individui con cui lottare, la vita è lotta per la sopravvivenza, possiedi solo se paghi e guadagni solo se hai scavalcato qualcun altro .

La Commissione e la Banca Centrale Europea decidono e la BCE ha come obbiettivo inflazione minore del 2%; per ottenerla bisogna controllare la domanda.

Se la domanda di beni e servizi è bassa i prezzi restano stabili.

Bassa domanda  corrisponde ad alta disoccupazione; infatti la Commissione Europea ha stabilito che per mantenere un’ inflazione minore del 2%  la disoccupazione in Italia DEVE ATTESTARSI strutturalmente all’ 11%.

E’  QUESTO IL MODELLO DI SOCIETA’ CHE VOGLIAMO?

A voi la scelta.

 

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