“La maggior parte degli ‘esperti’ confonde la solvibilità con alcune misure di ‘sostenibilità’ basate su un rapporto piuttosto arbitrario fra disavanzo/PIL e debito/PIL. Questi rapporti possono essere applicabili sotto un regime di tasso di cambio fisso o di gold standard, ma sono irrilevanti per un paese che ha una propria valuta non convertibile. Quando si parla di un governo sovrano, il disavanzo o il debito non sono numeri magici o rapporti che hanno una qualche rilevanza per tutti i paesi e in tutti i contesti. Non esiste alcuna soglia che una volta superata sia insostenibile o conduca a una crescita più bassa”.

“Certamente, esiste un limite alla capacità di spesa del governo e sicuramente esso non dovrebbe spendere in maniera illimitata. Eppure, il governo sovrano non è vincolato da un punto di vista finanziario, ossia non può mai trovarsi in una situazione di insolvenza. Di nuovo, esso è certamente vincolato in termini reali, ciò significa che può verificarsi un altro tipo di problema di sostenibilità: quante risorse risorse all’interno di una nazione possono essere mobilitate dal governo? Dato il livello di risorse che il settore non governativo vuole mobilitare, quanto dovrebbe essere ampio il disavanzo pubblico per mobilitare il resto? Più di cinquant’anni fa, Abba Lerner fornì la risposta a questa domanda. Se ci sono persone disoccupate involontarie (dovremmo aggiungere sottoccupate) significa che il disavanzo è troppo basso”.

Randall Wray

Comments

  1. Analisi lucidissima. …” … : quante risorse all’interno di una nazione possono essere mobilitate dal governo? – Estrapolando dal pensiero di Keynes:”Deve esserci tanta liquidità corrispondente alla massa di beni e servizi esistenti, a prezzo di mercato, per consentire alla gente di acquisirli se ambisce farli propri” (introducendo i correttivi cum grano salis). Tra i Sigg. studiosi/esperti di economia della Memmt, qualcuno è così cortese da inviarmi la sua opinione sul seguente quesito ? (Grazie anticipate). Sto facendo la simulazione speculativa così> Se tutti i depositanti andassero in massa, simultaneamente, un giorno dopo l’altro, a Banche e Uffici postali a pretendere indietro subito il proprio denaro, cosa accadrebbe? E’ una simulazione da estreme conseguenze. Come le Autorità (Governo, ministro dell’economia, Bce, Banca d’Italia, forza pubblica, etc. ) reagirebbbero? Ringrazio.

    1. Ciao Mario.
      Rispondo io alla tua domanda. Se succedesse ciò che affermi, le banche sarebbero sgravate del debito che esse hanno nei confronti dei correntisti (devono a loro quei soldi che hanno depositato), mentre questi continuerebbero a godere degli attivi che in verità già possiedono.

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