Svizzeradi Andrea Terzi

 

Fonte:http://www.ateconomics.com/2015/01/18/swiss-franc-cap-policy-gone-now-what/

Traduzione: Domenico Rondoni

 

Terminata la politica svizzera di mantenimento di un tetto al valore del franco. Ora cosa accadrà?

L’unica verità e fatto certo della mossa della Banca Nazionale Svizzera (BNS) dell’ultima settimana è che, da ora in poi, il valore del franco svizzero sarà il risultato delle “forze di mercato”.

Qualsiasi politica mirata ad abbassare il valore della valuta nazionale (e quindi il potere di acquisto di prodotti esteri) è dovuta alla volontà di sostenere gli esportatori. Essa non è la politica corretta per incrementare il livello di occupazione e gli standard di vita nazionali. Dal punto di vista del pubblico interesse della Svizzera, non c’è alcuna ragione di piangere per la decisione di Thomas Jordan (se avevate preso prestiti consistenti in franchi svizzeri per investirli in dollari o euro, è un vostro problema).

La BNS ha anche ulteriormente abbassato i tassi d’interesse spingendoli ancor di più in territorio negativo. E questo è più problematico per il benessere della Svizzera. I tassi negativi non sono di stimolo per l’economia. Un tasso negativo è una tassa sulle banche e sui loro clienti ed ha un effetto contrattivo sulla domanda, sui redditi e sull’occupazione.

E’ troppo presto per giudicare a quale valore, ora determinato dal mercato, si attesterà il franco svizzero. E’ possibile che una volta che tutte le “hedged positions” (posizioni finanziarie coperte, ndr) sono bilanciate, si stabilizzi non molto lontano da dove era.

Ma nel caso non accada, e il franco svizzero resti 15-20% più caro sui mercati valutari con tassi considerevolmente negativi, i produttori svizzeri dovranno probabilmente fare i conti con un calo delle vendite di una certa entità. Un incremento nella domanda interna è perciò indicato per prevenire la contrazione di redditi ed occupazione in Svizzera.

L'”economics of the flow-of-funds” ci insegna che questo può succedere solamente in congiunzione con un incremento ulteriore 
del debito pubblico o privato. Considerando le preoccupazione per l’alto debito privato in Svizzera, una politica che rimuove i limiti al debito al fine di realizzare investimenti pubblici in infrastrutture sembra l’approccio migliore per incrementare l’occupazione, i redditi e la produttività.

 

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