Spesso e volentieri ci capita di ascoltare tante falsità circa le eventuali conseguenze disastrose che si genererebbero in seguito all’applicazione della Mosler Economics modern money theory. Cerchiamo in questo breve articolo di fare chiarezza.

– “Ma se usci amo dall’euro poi dovremo finanziarci sui mercati finanziari, e con la liretta di fango (cit. Barisoni) non saremo assolutamente credibili. Finiremmo in bancarotta nel giro di 10 secondi!”

“Tale obiezione è priva di ogni fondamento tecnico e logico, in quanto non considera la fondamentale differenza strutturale che ad oggi intercorre tra gli Stati dell’Eurozona e altri Stati, quali ad esempio gli Usa, il Giappone, la Nuova Zelanda, la Norvegia ecc…. Infatti, lo ripetiamo: i primi possono solo usare la moneta e devono prenderla in prestito dai mercati dei capitali e monetari privati, dovendo successivamente restituire ogni singolo centesimo maggiorato degli interessi, che vengono decisi a loro volta dagli stessi mercati. Mentre i secondi, hanno mantenuto il potere sovrano di emettere la propria moneta e quindi, non hanno alcuna necessità di dipendere da alcuna corporation bancaria per “finanziare” la propria spesa.

Non a caso, abbandonando l’euro e riappropriandosi del Monopolio pubblico dell’emissione della propria moneta, lo Stato italiano acquisirebbe nuovamente la propria sovranità monetaria e dunque, diventerebbe l’unico soggetto a detenere il diritto legale esclusivo di emissione della moneta nazionale all’interno del proprio territorio. Quindi lo Stato emetterebbe la nuova lira spendendo per primo, e poi la ritirerebbe successivamente attraverso la tassazione. Perché mai per sopravvivere dovremmo aver bisogno dei prestiti dei mercati finanziari? Da dove arrivano gli Yen giapponesi, o le Sterline inglesi? Dalla “fabbrica di Yen o Sterline” che hanno i mercati finanziari? No, ovviamente viene semplicemente emessa dalle banche centrali dei paesi sovrani, dietro input del Ministero del Tesoro. Ed è per questo che applicando il programma Memmt verrebbero perfino aboliti i titoli di stato a lunga scadenza e verrebbero mantenuti solo quelli a brevissima scadenza (3 o 6 mesi), in quanto in un sistema monetario moderno che abbia ad oggetto ovviamente la valuta “fiat”, i titoli di stato non sarebbero più necessari.”

 

– “Sì, certo, come no! Iniziamo a stampare denaro a tutto spiano… Così poi la lira andrà a zero e ci sarà l’iperinflazione. Volete farci diventare come Weimar o lo Zimbabwe, pagliacci!”

“Assolutamente no. Innanzitutto, nel programma Memmt viene specificato che, al momento del ripristino del Monopolio pubblico di emissione della propria unità di conto, i depositi verranno lasciati in euro. I cittadini però, saranno costretti a quel punto a pagare le tasse in lire, e venderanno euro per acquistare lire. Ciò sarà un freno al deprezzamento della lira, vista la grande domanda della stessa, e sarà l’euro a svalutarsi, al contrario. E l’uscita di un paese importante come l’Italia dall’Eurozona farà crollare vertiginosamente la valutazione dell’euro!

Invece riguardo l’iperinflazione, bisognerebbe ragionare su un punto: se fosse vero che emettere moneta comporterebbe un tasso medio di crescita del livello generale dei prezzi su base mensile di oltre il 50% (iperinflazione), allora noi, ad oggi, dovremmo osservare in tutti quei Paesi che emettono la propria moneta una marea di persone che vanno a far la spesa con la carriola piena di banconote. Ovviamente così non è!

Infatti, l’emissione monetaria da parte dello Stato non si trasforma automaticamente in inflazione, perché con più denaro in circolazione, le aziende guadagnano, producono, assumono, e l’economia cresce, con conseguente crescita di beni e servizi prodotti. Quindi, a fronte di una maggiore liquidità circolante, abbiamo anche una maggiore quantità di beni e servizi che vengono scambiati tra i cittadini, e questo limita fortemente la crescita dell’inflazione. Devi sapere che infatti, l’inflazione si verifica (e non solo), quando ci sono troppi soldi in giro e pochi prodotti e non è certo questo il caso.

Quindi l’emissione monetaria, se accompagnata da programmi di lavoro garantito atti a realizzare la piena occupazione e da adeguate politiche industriali realizzate sempre da parte del Governo, non comporterebbe assolutamente iperinflazione. Anzi, applicando proprio le politiche proposte dalla Memmt, si realizzerebbero precisi meccanismi volti ad evitare disoccupazione ed iperinflazione”.

 

– “Ma non possiamo fare investimenti, se prima non abbiamo risparmiato! Dobbiamo prima risparmiare, anche a livello di conti pubblici con politiche di austerità, e poi possiamo investire!”

“In realtà è l’esatto contrario. Fatti una domanda: come fai a guadagnare qualcosa, se nessuno ti dà i soldi?

E’ ovvio che è la spesa di un soggetto, privato o pubblico, a creare il guadagno e il risparmio. Se io non consumo, qualcun altro registra un mancato guadagno. E’ pura logica. E’ il cosiddetto “paradosso del risparmio” descritto egregiamente da John Maynard Keynes: come individuo posso aumentare i miei risparmi consumando di meno, ma se nella società tutti noi iniziamo a consumare di meno, i nostri guadagni e i risparmi calano drasticamente.

Per questo in momenti di crisi economica, per aumentare la ricchezza finanziaria nel settore privato, abbiamo bisogno di un’espansione del deficit pubblico: perché in tal modo il governo foraggia l’economia privata dandogli più soldi di quelli che gli porta via con le tasse. Ecco che ogni centesimo speso dal settore pubblico equivale al risparmio dei cittadini, questo è l’unico modo attraverso il quale il settore privato può aumentare la sua ricchezza finanziaria”.

 

– “Sì ma nella Repubblica di Weimar e nello Zimba..”

“Allora, a tal proposito è assolutamente necessario inquadrare il contesto storico in cui si sono verificati i vari episodi di iper-inflazione (Repubblica di Weimar ’20-’23; Grecia ’42-’45; Zimbabwe 2008). Infatti, devi sapere, che vi erano degli elementi che accomunavano tali contingenze storiche.

Nello Zimbabwe ad esempio, la capacità produttiva era praticamente inesistente a causa delle guerre civili e il suo debito era denominato in una valuta straniera, ossia nel dollaro. Anche in Weimar non vi era piena sovranità monetaria, con il debito nazionale denominato in sterline, e il tessuto produttivo tedesco distrutto in seguito alla Prima Guerra Mondiale. Quando questi stati hanno iniziato ad emettere denaro, la liquidità circolante non era compensata da un aumento di beni e servizi prodotti per le ragioni che ti ho detto poco fa, ecco perché ci fu l’iperinflazione.

Inoltre, vi era una fortissima competizione tra il settore pubblico e privato nell’aggiudicarsi quel po’ di beni prodotti internamente, in quanto vi era la estrema necessità per quei Governi di esportare a più non posso, al fine di approvvigionarsi di riserve di valuta straniera in cui era denominato il proprio debito.

E penso proprio che la nostra situazione sia abbastanza diversa. Noi infatti, abbiamo una buona capacità produttiva (per ora); ciò che manca è il denaro circolante”.

 

– “Ma sai che anche negli stati con sovranità monetaria, non è realmente il governo a stampare i soldi? E’ la banca centrale a farlo! Vedi ad esempio gli Stati Uniti, lì è la Fed a stampare i soldi, e la Fed è privata!”

“Chiariamo una cosa: la Fed è il governo! La Banca Centrale è una creatura del Governo ed è sotto il controllo e le direttive dell’organo legislativo, ossia del Parlamento. Tranne nel caso della BCE. La Fed non è un’impresa privata, non opera per profitto. Tra l’altro la Fed per legge, deve consegnare tutti i suoi profitti al Ministero del Tesoro Usa. Se veramente la Fed fosse del tutto indipendente e sottratta al controllo politico, perché mai dovrebbe consegnare i suoi profitti al Ministero del Tesoro?

Tieni presente in aggiunta, che il Congresso può cambiare gli obiettivi della Fed in ogni momento. Potrebbe persino eliminarla. Anche i direttori della Fed sono nominati dal Congresso e dal Presidente Usa.”

– “Mah, sarà… Ehm, guarda, si è fatto tardi, ovviamente ho comunque ragione io, ma ne riparliamo meglio un’altra volta, ok?

“Va bene. Desidero lasciarti con una frase del buon Giovanni Zibordi, che sicuramente ci farà riflettere”

“L’economia non è complicata come l’elettronica. Basta andare a guardare gli andamenti attuali in giro per il mondo e gli andamenti storici di determinati parametri e si verifica se un concetto o una teoria in sè sono falsi. Se si compie questo procedimento, si scopre che i terroristi pro-euro o sono dei bugiardi immatricolati oppure dei deficienti in buona fede”.

Comments

  1. “Mah, sarà… Ehm, guarda, si è fatto tardi, ovviamente ho comunque ragione io, ma ne riparliamo meglio un’altra volta, ok?”

    La formula più usata in questi casi è “Ehhmm, vabbè, ma ora dobbiamo dare la pubblicità”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

1 + diciannove =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.