TRATTO DAL PROGRAMMA ME-MMT DI SALVEZZA ECONOMICA PER L’ITALIA

Il nuovo governo sovrano ha compreso il principio fondamentale della ME-MMT, secondo cui nell’economia reale le importazioni sono un beneficio, mentre le esportazioni sono un costo. Esso mantiene la Piena Occupazione interna come garante della prosperità economica nazionale fornita dalla piena produzione domestica di beni e servizi, che saranno venduti internamente grazie alla garanzia di reddito del 100% dei cittadini. Su questa base, le attività di export sono da considerarsi funzionali all’interesse italiano solo se sono finalizzate ad acquisire la quota maggiore possibile di importazioni.Il governo sovrano della nuova Lira sa che il modello delle nazioni esportatrici è pernicioso per i seguenti motivi: primo, quelle nazioni sono costrette a deprimere i consumi interni dei loro cittadini per favorire l’esportazione del maggior numero possibile di beni da essi prodotti. Questo causa un declino interno dello standard di vita, a favore dei profitti delle industrie Neomercantili (export) di quei Paesi, che non sono mai re-distribuiti sulla forza lavoro. Anzi, al contrario, la forza lavoro sarà assoggettata a tentativi di riduzione del salario proprio per permettere alle industrie Neomercantili di competere globalmente. Secondo, a causa della depressione dei consumi interni, la valuta nazionale di quei Paesi si apprezza, e questo paradossalmente danneggia proprio l’export. A quel punto i governi sono costretti a vendere valuta nazionale e ad acquistare valuta estera per ottenere un deprezzamento della prima. Uno sforzo dannoso e del tutto distruttivo per l’economia di quei Paesi. La Germania, la Cina e il Giappone sono tutti passati per questo modello, con risultati debilitanti. La Germania negli ultimi anni ha visto i suoi salari medi reali aumentare della metà rispetto alla media europea, mentre i suoi lavoratori devono oggi lavorare il 35% in più della media europea. I consumi dei tedeschi sono molto diminuiti. Il Giappone ristagna da oltre 10 anni. La Cina, lungi dall’essere una potenza economica mondiale (falso mito dei media), è alle prese con quasi un miliardo di cittadini mantenuti in condizioni semimedievali pur di continuare a primeggiare nell’export.In materia di approvigionamento di materie prime e petrolio, il nuovo governo della Lira sovrana sa che non esistono limiti all’acquisto del greggio con qualsiasi valuta, e questo include ovviamente la Lira. Non è assolutamente necessario acquistarlo in dollari (altro falso mito dei media), inoltre il fabbisogno italiano di oro nero non supera di norma l’1,8% del PIL. Infine, e questo ricomprende anche le materie prime non presenti in Italia, il governo sa che nella nuova economia di Piena Occupazione e di piena produzione l’Italia sarà un polo di investimenti esterni in valute
cosiddette forti, utili a far acquisti all’estero. Il governo sa che ciò è testimoniato, fra le altre fonti autorevoli, dall’esempio degli Stati Uniti, i quali alla fine degli anni novanta detenevano il primato per investimenti esteri ricevuti proprio grazie a una disoccupazione praticamente a zero (2,8%).Si aggiunge una nota per affrontare le problematiche che l’import può far insorgere nelle aziende che vedono il proprio prodotto penalizzato dalla concorrenza estera. Premettiamo che la complessità degli accordi commerciali oggi regolati dall’Organizzazione Mondiale del Commercio dovrà essere affrontata nelle sedi appropriate dal governo sovrano nell’Interesse Pubblico. In questo ambito, si consideri che le eventuali ritorsioni commerciali derivanti dalla decisione dell’Italia sovrana di proteggere alcuni comparti industriali, e che si concretizzerebbero con tariffe ai danni del nostro export, non penalizzerebbero l’Italia sovrana che applica la ME-MMT, che per definizione considera le esportazioni un costo per l’economia reale, e non un beneficio. Detto ciò sappiamo che non sarà possibile evitare perdite in alcuni comparti produttivi nazionali causate da importazioni concorrenziali da Paesi terzi, ma questo già accade oggi e non è riconducibile agli indirizzi ME-MMT. In queste istanze, l’occupazione perduta sarà riassorbita dai
Programmi di Lavoro Garantito. Ma è anche vero che l’aumento del potere di acquisto che i PLG e la nuova economia porteranno all’Italia, farà sì che il pubblico possa in molte istanze continuare ad acquistare il prodotto italiano anche a fronte della concorrenza più economica dall’estero. È nel considerevole aumento del PIL che la nuova economia
ME-MMT offrirà, che si concretizzano tali sbocchi.

Comments

  1. non mi convince , non riesco a capire come fanno le nostre industrie,i piccoli artigiani ,le piccole e medie imprese a lavorare se all’acquisto vincono le merci importate ..se si importano merci a prezzi stracciati senza mettere dazi nè protezioismo ecc.. siamo costretti a falllire il lavoro dove si trova? quello che sta succedendo ora …un’Italia con prevalente vocazione manifatturiera si è trasformata in un bacino di vendita merci provenienti da tutto il mondo e siamo costretti a chiudere ..non c’è più lavoro per nessuno ..bella roba

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