3%, un buon numero, un numero storico, che fa pensare alla trinità“.  Poi leggi che secondo il presidente della Confcommercio: «Nel 2013 avremo 4 milioni di poveri»
Te lo hanno mai detto che il tuo futuro è dipeso anche da quella riunione?  No, farci credere che tutto dipende dall’abolizione delle  province o dalla legge sull’ineleggibilità. Cose importanti come togliere l’IVA, l’IMU, le accise sulla benzina, cose importanti come la vita non vengono discusse e non mi sembra che l’aria sia cambiata. Ma li avete votati, sarete soddisfatti. Oggi questo 3% è regola considerata sacra da qualsiasi funzionario pubblico, tecnocrate o comune cittadino impallinato dai dogmi neoliberisti. Il Trattato di Maastricht è stata firmato nel 1992 e prevede proprio questa regola nata per caso come ha affermato Guy Abeille, ex funzionario della direzione del Bilancio del governo Mitterrand. Cosa significa questo 3%? Il deficit è la differenza tra la spesa dello Stato (creazione di ricchezza) e gli introiti fiscali (distruzione di ricchezza). Posto un PIL simbolico di 1000 lire, il deficit non dovrebbe superare la somma di 30. Tu, che sgobbi dalla mattina alla sera ti chiedi, “e cosa mi cambia?” Cambia tanto, perché il deficit deve variare di anno in anno, con l’unica motivazione di creare le condizioni affinché sia raggiungibile la piena occupazione. Ponendo un tetto al deficit comprendi come, coloro che tu voti, siano ideologicamente contrari al fatto che tu stia bene. I tuoi politici di riferimento ti hanno mai detto che questo 3% è una balla? Lavorano con una dedizione maniacale e la loro radicalità è ammirabile. Distruggerci uno a uno, costi quel che costi, mentre noi li osserviamo impotenti.

Faccio notare come il limite del 3%, oggi acuito a causa del Fiscal Compact, in base al quale anche quel 3% è eccessivo, non viene, infatti, rispettato da Paesi come Regno Unito (Deficit/PIL, -6,3%), USA (Deficit/PIL, -8,7%) o Giappone (dulcis in fundo, col più alto debito pubblico al mondo, Deficit/PIL, -9,7%). Non sarà mica che avendo la sovranità monetaria possono spendere senza limiti (abbastanza malamente)?

Mi rendo conto che molti non ci arrivano, ma a quel tetto corrispondono sofferenze indicibili ed è stato scelto a caso, “…in meno di un’ora”. Ti viene voglia di processare per alto tradimento i vari Monti, Prodi, Amato, Ciampi, Polillo? A me si.

A quel tetto, corrisponde una visita medica data tra 4 mesi e sono sicuro che ci sei passato anche tu. Quanto avresti bisogno di farla prima?  A quel deficit corrisponderebbe la messa in sicurezza di decine di zone in Italia, più tratte per gli autobus o meno aule-pollaio. Oggi il governo italiano deve tagliare, erodere una spesa già di per se virtuosa se eliminata quella per gli interessi sul debito pubblico. Ma non ci dicono neanche questo.

La cosa che a me più spaventa, non sono Prodi, Monti o Renzi, ma noi. Noto che possono farci tutto quello che vogliano e noi non reagiamo e forse non lo faremo mai. Destinati a soccombere. Buona domenica. Oggi chiudo con Paolo Barnard.

I Sistemi di Potere, brutali, corrotti, avidi sono la cosa più comune della Storia dell’umanità, nulla di nuovo, ci sono sempre stati: gli imperi coloniali, la schiavitù, la barbarie, l’Inquisizione, le tirannie, lo sfruttamento delle masse, dei bambini, i fascismi, certi comunismi, tutti fenomeni confronto a cui Berlusconi e la Camorra sono minuzie. Vogliamo forse paragonare i Conquistadores spagnoli alla Lega? I Gulag alla Campania?

Ma i popoli si sono organizzati, e li hanno sempre uno a uno spazzati via. Lo hanno fatto quando non c’era la Tv, non c’era Internet, non c’erano le democrazie. Lo hanno fatto quando rischiavano la tortura, lo sterminio, la sparizione nelle fosse comuni, e quando non esisteva una giustizia di alcun tipo a tutelarli. Ma lo hanno sempre saputo fare.
Il dramma del nostro tempo è che non siamo più capaci di farlo. Tutto qui. Pensateci.

Il dramma non è l’esistenza di Berlusconi o di Putin, del Fondo Monetario o di Wall Street. Il dramma non è che ci manca l’informazione, non è infatti che non sappiamo quanto brutali, corrotti, avidi essi siano.

Il dramma è che non sappiamo più spazzarli via. E siamo i primi nella Storia a essere così pavidi.

Comments

  1. Anche in Italia siamo andati al traino…

    Vediamo la posizione di parte del PD:

    Fassina il 12/03/2013, sull’Unità ha scritto: “Gli elettori italiani, dopo quelli di tanti altri Paesi europei, hanno (col voto) confermato una valutazione che è da tempo sotto gli occhi di tutti, prevedibile e prevista: la moneta unica, dato l`assetto di governance dell`euro e le politiche mercantilistiche prevalenti, è insostenibile Lo scenario per larga parte dell`euro-zona è di depressione, aumento della disoccupazione e innalzamento del debito pubblico. Austerità autodistruttiva e svalutazione del lavoro aggravano la questione sociale e, inevitabilmente, la questione democratica. Gli elettori italiani a stragrande maggioranza hanno detto no all`Agenda Monti, ossia all`agenda dell`euro-zona”… “Le economie periferiche dell`euro-zona sono in una depressione di intensità superiore a quella vissuta durante le seconda guerra mondiale. Le macerie economiche e sociali hanno innalzato il debito pubblico nei Paesi sotto programma formale o di fatto (come noi, dopo la famosa lettera della Bce). Nell`euro-zona, siamo su due direttrici divergenti, foriere di paralisi politica”… “La Germania e i suoi satelliti vivono nel migliore dei mondi possibili, mentre i Paesi periferici e, sempre più la Francia, sono soffocati in un scenario di profonda sotto-occupazione e aumento del debito pubblico: tassi di interesse reali negativi per le aziende tedesche e tassi proibitivi per le aziende dei Piigs; impossibilità per i competitore europei della Germania di svalutare; Euro meno forte di quanto sarebbe stato il Marco. In sintesi, il Titanic euro si avvicina a velocità sempre più alta all`iceberg. La Bce puntella un equilibrio insostenibile sul piano economico, sociale e politico. Noi, come altri partner mediterranei, dobbiamo fare i «compiti a casa». Ma non è sufficiente per uscire dal tunnel. Oggi, la priorità è coordinare la politica macroeconomica europea per archiviare il paradigma mercantilista codificato a Maastricht, spiaggiato dalla storia, come ha scritto Cuperlo, ma ancora dominante”.

    Quindi che conclusione trae?

    “un governo (Bersani) per avviare una stagione di riforme strutturali (assetti istituzionali; partiti; pubbliche amministrazioni, senza ulteriori tagli di spese; giustizia; anti-corruzione; energia; fisco; finanza per l`impresa);
    per completare il trasferimento (di SOVRANITA’!) alla Commissione europea dell`autorità sulle politiche di bilancio (come previsto dal «Two pack»)” … “Fare un governo per proseguire lungo la rotta mercantilista condannerebbe l`Italia e, inevitabilmente, l`euro-zona all`involuzione economica e, peggio ancora, democratica. Sarebbe un atto di responsabilità?”

    MINCHIA!!! PIU’ EUROPA!!!

    Agghiacciante signori miei (come direbbe Conte)

    Cari lettori, la causa dell’incoerenza di Fassina è il “senso di colpa”, in particolare la seguente motivazione:
    Come può un partito (il pd), abiurare le scelte politiche strategiche degli ultimi 24 anni?
    Mi riferisco al fatto che la classe dirigente del pd ha sostituito al legante ideologico del comunismo, crollato insieme al muro di Berlino, quello del più Europa e meno Italia.
    I “padri” ideologici sono passati dai Gramsci, Togliatti, Berlinguer ai nuovi Andreatta, Padoa Schioppa e Prodi, col vanto di aver contribuito in modo determinante a portare il Paese nel “club esclusivo” dell’euro, senza le necessarie garanzie di sostenibilità per lo stesso ed alle condizioni dei membri “di diritto”.
    Il cambio di utopia non è da poco (!!!).
    Da “socialismo e via italiana al comunismo” sono passati all’adozione inconsapevole o maldestra del mercantilismo vincente, con l’eccesso di zelo tipico di chi sa che deve “riposizionarsi” e dimostrare di essere credibile.
    Sono passati dalle “masse” ai “mercati”.
    Tutto ciò legato anche al mito auto-assolvente dell’internazionalizzazione (Europa dei popoli), tutta da dimostrare nella sua reale applicabilità.
    Siamo già diversi seppur simili noi italiani… pensate a quanto dista il romano dal finlandese, il bavarese dallo scozzese, o il veneto dal parigino…
    Utopia mal gestita e autocastrante!
    … No, non sono tonti, sanno solo di non poter ammettere di aver sbagliato per la seconda volta nella storia, anche perché poi non c’è il due senza tre e quindi… PERSEVERANO!

  2. Gentile Dr. De Angelis

    oltre a quanto da lei detto aggiungo che il FMI continua a mestare nel torbido: ieri ha dichiarato che i pericoli per l’economia mondiale sono legati all’insicurezza politica in Italia ed all’eccesso di deficit di USA e Giappone…

    Forse occorre evitare che ci sia un altro mondo possibile?

    Il deficit deve avere solo il seguente parametro:

    – ci sono code agli uffici di collocamento? allora il deficit deve crescere.
    – non ci sono tali code? allora il deficit pubblico può essere ridotto.

    Eccola una regoletta semplice semplice da capire.

    1. – ci sono code agli uffici di collocamento? allora il deficit deve crescere.
      – non ci sono tali code? allora il deficit pubblico può essere ridotto.

      esatto
      geniale!
      Grazie

      Dario

  3. Gentile Dr. De Angelis

    mi complimento con Lei, in particolare, per il seguente passaggio:

    “A quel tetto, corrisponde una visita medica data tra 4 mesi e sono sicuro che ci sei passato anche tu. Quanto avresti bisogno di farla prima? A quel deficit corrisponderebbe la messa in sicurezza di decine di zone in Italia, più tratte per gli autobus o meno aule-pollaio. Oggi gli Stati devono tagliare, erodere una spesa già di per se virtuosa se eliminata quella per gli interessi sul debito pubblico. Ma non ci dicono neanche questo. La cosa che a me più spaventa, non sono Prodi, Monti o Renzi, ma noi. Noto che possono farci tutto quello che vogliano e noi non reagiamo e forse non lo faremo mai. Destinati a soccombere”.

    Quì ha davvero volato alto!

  4. Articolo perfetto, e conclusione perfetta….siamo un popolo di pavidi!
    Se penso che prima l’Islanda ed ora Cipro (2 isole…ed anche da noi i Sardi sono i più agguerriti euro-scettici…sarà l’isolamento dal “Continente” ! ) ci danno lezioni di schiena dritta mi viene da piangere….io auspico sempre una nuova Norimberga per questi individui senza cuore (UE-BCE-FMI) , ed un esilio perenne per i “traditori” del nostro paese!
    P.s. ma chi li vorrebbe??

  5. Da notare che nel 1995 il deficit era al 7,4%, e nel 1996 al 7%. Poi arrivò Prodi, che l’anno dopo fece CROLLARE il deficit al 2,7%.
    GRAZIE PRODI, HAI VINTO IL PREMIO COME PEGGIOR PRESIDENTE DELLA STORIA ITALIANA. GRAZIE PER AVER TAGLIATO LO STATO SOCIALE.

  6. Complimenti Maximus, intervento da 110 e lode.
    Complimenti anche a Redazione, ho copiato l’articolo in word perchè è molto importante far capire come sono nati i parametri di Maastricht.

  7. Slogan del PUDE ( Partito Unico Dell’Euro ):
    Casta, cricca, corruzione
    debito pubblico inflazione.
    State attenti all’evasione
    se al Governo va il Biscione.
    Ma che bravi i Germani,
    tutti alti, biondi e ariani.
    Son virtuosi e diligenti
    con lo spread a -20.
    Svalutare è tanto brutto
    pagherai di più lo strutto.
    Pagherai con la carriola
    se ti compri una braciola.
    Meno male che c’è Monti
    che ci mette a posto i conti.

    Sono aperti suggerimenti per altri versi e rime. Da inviare alla sede del PD.

  8. http://www.youtube.com/watch?v=zcQ8Zp2IEwg

    mosler in questo video spiega il funzionamento della moneta e che cosa è in parole povere il debito pubblico di una nazione: il risparmio, cioè tutti i conti del mondo espressi in quella valuta + la valuta contante che circola
    quello che è scandaloso è che sicuramente la fetta maggiore di questo risparmio sta nei conti delle banche (visti gli alti interessi che si pagano) piuttosto che dei cittadini

  9. destinati a soccombere ? C’è un proverbio popolare che rispecchia gli italiani: FRANCIA o SPAGNA PURCHé SE MAGNA… ma siccome con la GERMANIA manco se MAGNA, quello sarà il punto di rottura…

  10. Voglio porre alla vostra attenzione questo articolo dell’Unione Sarda
    http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/309180
    sull’iniziativa presa dalla giunta regionale della Sardegna, richiamando l’esempio fatto da Mathew Forstater circa l’adozione della moneta “Buckaroo” nella sua università del Missouri. Sarà il caso di intraprendere un’azione più incisiva di divulgazione e promozione della me-mmt in seno a tale organo amministrativo e magari, riallacciandomi al post di Fabio, spingere la Sardegna, a fare autonomamente quel primo passo che tutti noi auspichiamo?

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