Qui la prima parte del paper “Piena Occupazione e Stabilità dei Prezzi“: clicca qui.

Fonte: http://moslereconomics.com/mandatory-readings/full-employment-and-price-stability/

Traduzione di Alessio Farinella.

 

Titoli di Stato e determinazione del tasso di interesse

Nel sistema bancario commerciale i prestiti creano depositi, come entrata contabile. I conti di Riserva delle banche commerciali presso la Fed possono essere pensati come conti correnti infruttiferi, e gli obblighi di riserva possono essere intesi come requisiti di equilibrio minimi. I fondi di riserve sono attività per la banca commerciale, mentre le passività della banca commerciale sono attività per la Fed.

Il registro totale per l’intero sistema bancario è sempre in equilibrio, con l’eccezione di alcuni fattori operativi, come ad esempio assegni o titoli nel processo di compensazione. Quando una banca trasferisce i soldi ad un’altra banca, i depositi della prima banca vengono ridotti e i depositi seconda della banca aumentati. Il totale depositi nel sistema bancario commerciale rimane invariato:

Figura 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Banca A e Banca B sono in equilibrio. Hanno entrambe originato 100 in prestiti e li hanno accreditati sul conto corrente del mutuatario.

figura 2

 

 

 

 

 

 

 

La Banca A ha ceduto il suo deposito alla Banca B. Il sistema bancario nel complesso è ancora in equilibrio, anche se il conto di riserva della Banca A alla Fed è scoperto per 100 e il conto di riserva della Banca B ha un saldo positivo di 100. In questo caso, la Banca A può prendere in prestito dalla Banca B. E’ possibile ripristinare l’equilibrio senza l’intervento da parte della FED.

Se, tuttavia, un depositante della banca commerciale di A fa un assegno per il pagamento delle tasse al Tesoro degli Stati Uniti, la Fed addebita il conto di riserva della banca A e accredita il conto del Tesoro presso la FED. I depositi bancari totali nel sistema bancario commerciale sono ridotti mentre i prestiti complessivi rimangono invariati:

figura 3

 

 

 

 

 

 

 

Banca A e Banca B sono in equilibrio. Sono stati generati 100 in prestiti e accreditati gli stessi sul conto corrente del mutuatario.

 

Figura 4

 

Un depositante della banca A ha fatto un pagamento sul conto del Tesoro presso la Federal Reserve. La Fed addebita il conto di riserva della Banca A, e accredita il conto del Tesoro presso la FED. Il sistema bancario ha ora uno scoperto alla Fed, noto come scoperto di riserva, di 100. In questo caso, il conto di riserva della Banca A è scoperto. Se Banca A prende in prestito dalla Banca B, il deficit si trasferisce alla Banca B e il conto di riserva della Banca B è scoperto. Se ciascuna banca origina un nuovo prestito e crea un nuovo deposito, attività e passività aumenteranno allo stesso modo, lasciando la situazione invariata. Neanche il rimborso dei prestiti esistenti può appianare lo scoperto.

In pratica, un ampio deficit nel sistema bancario commerciale può essere alleviato solo da un trasferimento di fondi da parte della Fed al conto di riserva di una banca commerciale. Quando la Fed accredita il conto di riserva di una banca commerciale e addebita di quell’ammontare il proprio conto, le riserve totali nel sistema bancario commerciale sono aumentate. In questo semplice caso, se la Federal Reserve presta 100 alla banca A, il sistema bancario ritorna in equilibrio. Iniziamo con la condizione di scoperto nelle riserve:

Figura 4

 

 

 

 

 

 

 

 

La Fed ripiana uno scoperto con un prestito:

Figura 6

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche se la banca A non ha coperto il deficit, la Fed registra lo scoperto come un prestito e fa pagare una sanzione adeguata. In questo modo, una carenza è sempre coperta da un prestito della FED. La variabile è il tasso, ed in alcuni casi la garanzia richiesta da parte della Fed per garantire il prestito obbligatorio.

Qualora la spesa pubblica superasse il gettito fiscale, vi sarebbe un deficit di bilancio, come definito ai fini contabili. La spesa pubblica è generalmente fatta accreditando un conto di riserva di una banca commerciale presso la Fed, e addebitando, in compensazione, il conto del Tesoro presso la FED. Il credito a favore del conto di riserva della banca commerciale interessa il settore privato, le eventuali operazioni di compensazione tra la Fed e il conto del Tesoro presso la Fed sono del tutto al di fuori del sistema bancario commerciale, e sono voci che si compensano al livello generale del bilancio del governo del Tesoro e della Fed.

Poniamo che il sistema bancario commerciale è in equilibrio con tutte le banche in equilibrio con i loro conti di riserva come in figura 4:

Figura 7

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un pagamento di 100 al cliente della Banca B è reso possibile dalla Fed che addebita il conto del Tesoro presso la Fed e accredita le riserve della Banca B:

Figura 9

 

 

 

 

 

 

 

 

Supponendo per semplicità che non ci siano obblighi di riserva, questo creerebbe uno squilibrio nel sistema bancario commerciale noto come sistema con ampie riserve in eccesso. Poiché i conti di riserva non fruttano interessi, una banca con un eccesso di riserva tenterà di prestare quei fondi ad un’altra banca. In assenza di altre banche con conti di riserva in deficit presso la Fed, il tasso overnight, noto come il tasso sui fondi destinati alla Fed, andrebbe a zero. Le banche non sarebbero certo disposte a pagare gli interessi per attrarre depositi overnight che non guadagnano interesse.

Le riserve in eccesso hanno valore se possono essere utilizzate per rimborsare i prestiti dalla Fed, per acquistare nuovi titoli del Tesoro dal Tesoro, o per l’acquisto di titoli del Tesoro esistenti dal portafoglio della Fed. Tutti questi costituiscono trasferimento dei fondi alla Fed. Solo un trasferimento di fondi dal sistema bancario commerciale alla Fed può diminuire un eccesso di riserva.

Gli acquisti e le vendite di titoli da parte della Fed sono chiamate operazioni di mercato aperto. La procedura operativa normale della Fed è quella di compensare fattori che causano squilibri nelle riserve, chiamati fattori operativi, con operazioni di mercato aperto. I fattori operativi includono gli eventuali trasferimenti tra banche commerciali e la Fed, e altri elementi che influenzano il saldo di riserva compresi i titoli non liquidati, noto come “fluttuanti”, e variazioni sulla moneta circolante.

La vendita di titoli di Stato di nuova emissione da parte del Tesoro agisce sul settore privato esattamente come la vendita di titoli da parte della Fed dal proprio portafoglio di titoli di Stato esistenti. In entrambi i casi, i fondi detenuti dal settore privato sono trasferiti alla Fed, i titoli di Stato sono accreditati sul conto di una banca commerciale, ed il risultato è un drenaggio delle riserve pari al valore della vendita dei titoli.

Partendo da un eccesso nelle riserve di 100:

 

Figura 9

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Fed vende 100 in titoli del Tesoro alla Banca B:

figura 10

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ora, la Banca B è disposta a pagare gli interessi per mantenere i propri depositi in quanto ha 100 in prestiti con interessi e 100 in titoli fruttiferi del Tesoro da finanziare .

A livello di sistema, eccesso o scarsità di riserva possono essere compensati solo da trasferimenti di fondi da e verso la Fed. Se il governo vuole mantenere un tasso di interesse tra 0 (zero), condizione coincidente con un eccesso di riserve, e un determinato valore, risultato di una carenza di riserve, deve compensare i fattori operativi che causano queste condizioni. Una qualche forma di depositi fruttiferi di interessi, quali i titoli del Tesoro, deve essere offerta in caso di un eccesso di riserve. In caso di carenza di riserve, i fondi vengono prestati sia direttamente (compresi gli scoperti) o tramite acquisti di titoli sul mercato aperto, in caso di carenza di riserve.

La Fed richiede alle banche commerciali di mantenere saldi di riserva noti come Riserva Obbligatoria. Questi non ricevono interessi, e quindi gli obblighi di riserva costituiscono una tassa per le banche pari al tasso di interesse che le banche devono pagare alla Fed per prendere in prestito le riserve richieste, o, da un altro punto di vista, il mancato interesse che non percepiscono dato che lasciano soldi in infruttiferi conti di riserva. Attualmente la Fed impone determinati obblighi di riserva. Un eccesso di riserve è definito come totale riserve al di sopra del livello richiesto, viceversa si parla di carenza nelle riserve.

Tecnicamente, il concetto della Fed come unica fonte di riserve al netto, deriva direttamente da un sistema contabile di riserva ritardato, in cui gli obblighi di riserva si basano sui depositi di un periodo di tempo precedente. Dal momento che i requisiti di riserva sono definiti da un conteggio dei depositi di un periodo di tempo precedente, e che i conti di riserva non ricevono interessi, la domanda di riserve è inelastica. L’aumento o la diminuzione dei prestiti, e quindi dei depositi, ad esempio, cambia i futuri obblighi di riserva, ma non è in grado di variare squilibri correnti.

Anche con un sistema a vasi comunicanti, come gli Stati Uniti hanno avuto negli anni ‘60, considerazioni pratiche sull’inelasticità a breve termine dei crediti bancari, sono risultato della stessa politica della Fed di agire solo difensivamente nei mercati monetari (Basil Moore, Horizontalists e Verticalists, 1988). In altre parole, la Fed può reagire solo a squilibri mediante compensazione. La Fed non ha la possibilità di agire in modo proattivo per aggiungere o drenare riserve per modificare direttamente la base monetaria, a meno che non sia disposta ad accettare o un tasso di interesse pari a 0 (zero), o un tasso di interesse che generi una carenza di riserva presso una o più banche commerciali. Tuttavia, dato che una carenza nelle riserve è rilevata automaticamente come un prestito, l’unica vera opzione della Fed è quella di fissare il tasso di interesse per i prestiti al sistema bancario commerciale, per le riserve di cui avesse bisogno. Questa è la base del concetto di moneta endogena, il tema principale del pensiero monetario post-keynesiano. (Sondaggio Pkmt, Cottrell, archivi PKT )

I Titoli del Tesoro, quindi, non hanno la funzione di finanziare le spese, ma di fornire un deposito fruttifero per gli eccessi nelle riserve che non vengono ripagate con interessi. La vendita di titoli del Tesoro sostiene il tasso di interesse overnight determinato esogenamente da parte della FED. La spesa in deficit senza vendite di titoli da parte del Tesoro o della Fed, creerebbe un eccesso di riserva e porterebbe a 0 (zero) il tasso overnight. La differenza tra l’emissione dei titoli o meno da parte del governo,  è ciò che porta ad avere il tasso di interesse a breve termine pari a 0 (zero) oppure maggiore di 0 (zero). Di conseguenza, l’offerta di titoli di stato al settore privato equivalente all’ammontare della spesa in deficit è una condizione necessaria per mantenere un tasso di interesse overnight positivo.

La stessa logica vale per la stampa fisica di denaro. Se la moneta viene stampata e spesa dal governo in eccesso per il desiderio di risparmio del settore privato, i titolari di questi risparmi non saranno in grado di trovare chi è disposto a pagare interessi per quei depositi; a meno che il governo non venda i titoli od offra altre forme di depositi fruttifere prevarrebbe un tasso di interesse a breve termina paria a 0 (zero).

Senza comprendere che i dollari utilizzati per l’acquisto di titoli di Stato starebbero altrimenti in conti di riserva over-night senza interessi, paure come il rischio di roll-over (problemi relativi alla possibilità che il governo emetta nuove obbligazioni per sostituire le obbligazioni in scadenza e non trovando chi prende a prestito) e di spiazzamento finanziario (l’idea che le vendite di titoli di Stato attirano soldi che sarebbero stati disponibili per chi chiede prestiti) possono emergere e bloccare scelte di politica fiscale che includono l’aumento della spesa in disavanzo.

 

 

 

 

Comments

  1. Veramente si capisce poco. Comunque il problema che interessa le banche italiane non è quello della FED. + A me non è chiaro se è l’ autore che non vuole farsi capire da noi o se è il traduttore non in grado di spiegare. Scusate , senza offesa per nessuno , sono le banche che creano le crisi.

    1. Non è facile interloquire perché non si capisce bene quale sia la sua critica. Le banche hanno le loro colpe, ma se il sistema economico va in crisi non sono gli istituti di credito, che sono pro-ciclici (prestano facilmente quando le cose vanno bene, chiudono i rubinetti quando l’economia va male: non lo fanno perché sono cattive, semplicemente l’aumento del rischio a causa della crisi le costringe ad essere più accorte nel concedere prestiti che rischiano di non tornare indietro), a dover cambiare il corso dell’economia, ma è lo Stato l’unica istituzione in grado di agire in senso contrario rispetto alla crisi economica.

  2. Segnalo che nell’originale dopo la frase: “La Fed ripiana uno scoperto con un prestito:” c’è l’immagine “figure 4” non la “figure 3”

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