Tagli alla ricerca, tagli all’istruzione, alla sanità. Tutti inferociti perchè “Vergogna, ci chiudono l’ospedale“, ma nessuno riesce veramente a capire perchè i tagli continuano.

O meglio, la risposta da bar sport non manca mai: “E’ colpa dei politici che rubbano!” La verità è ben diversa. L’Italia, come tutti i paesi dell’Eurozona, si trova nella drammatica condizione di dover prendere in prestito tutto il denaro necessario al funzionamento dei suoi servizi pubblici. Questo denaro va restituito da parte del governo ai mercati finanziari che glielo prestano, di conseguenza lo Stato non può concedersi di mantenere in vita numerose strutture sanitarie, erogare fondi necessari alla ricerca, riqualificare le strutture scolastiche ecc. E’ necessario ridurre all’osso la spesa pubblica, e non parliamo solo di sprechi, perchè quelle sono le briciole, parliamo di ridurre i pronto soccorso, destinare meno fondi alle ambulanze, non comprare nuove attrezzature ospedaliere salva vita.

no chiusura ospedaleQuesta è già la condizione di base per distrugge i servizi pubblici. Ma c’è di peggio: nel 2011 l’Italia ha firmato il trattato europeo denominato “Europact” dove è stabilito testualmente che “la sostenibilità del debito nazionale verrà giudicata in base alla generosità di spesa nella Sanità, Stato Sociale, e ammortizzatori sociali“.

Capite? Vuol dire che la popolazione è condannata ad avere una sanità ed uno stato sociale fatiscente poichè se un governo sarà “troppo generoso” nello stanziare fondi in questi settori, verrà visto dall’Ue come un governo che sgarra, e la Commissione europea ha il potere di infliggere a quella nazione multe nell’ordine di miliardi di euro. Considerando che per pagare quelle multe bisognerà prendere in prestito ulteriori soldi dai mercati finanziari è lampante la follia di tutto ciò.

Più disturbante ancora è l’ignoranza di chi protesta in questo momento contro i tagli al sistema sanitario nazionale e ai servizi pubblici in generale, mentre continua a difendere il sistema monetario dell’Euro: signori, questo è un sistema delinquenziale architettato per avvantaggiare una ristrettissima parte della popolazione, ovvero chi vive di profitto dai servizi ai cittadini.

Credete forse che questi abbiano problemi, se vedono che l’ospedale pubblico sotto casa chiude per farne uno a 40 chilometri di distanza? Loro se ne vanno nella loro bella clinica privata, a tanti saluti a voi belle anime. Ma voi, niente, cari militanti, informarvi sul sistema monetario nel quale vivete non ne volete proprio sapere, perchè è molto più divertente fare la marcia per i diritti o farsi gli aperitivi antifascisti, piuttosto che mettersi sotto a studiare.

Facendo parte dell’Eurozona, non puoi richiedere il rispetto del diritto alla salute, o del diritto ad una retribuzione adeguata. Per niente. Puoi solo subire che non ci sono i soldi per il funzionamento dell’economia, perchè è un sistema pensato esclusivamente per punire gli Stati. Il governo, qualunque esso sia, può solo tagliare e recuperare competitività, perchè questo è scritto nei trattai Ue.

Anzichè fare slogan vuoti e discorsi da bar, puoi iniziare ad informarti sulle cause della crisi, comprendere il funzionamento della moneta unica, e chiedere l’uscita da questo sistema folle per ripristinare la democrazia e la Repubblica. Altrimenti non hai alcun diritto, mi dispiace.

Comments

  1. La provincia di Reggio E. é stata una delle prime a procedere a un ” Piano di Rimodulazione Ospedaliera” alla fine degli anni ’90, in pratica si sosteneva che per rendere il servizio più moderno , efficiente ed economicamente equilibrato era necessario tagliare drasticamente gli ospedali distribuiti sulla provincia. Analizzai i bilanci e notai molte “stranezze”, gli ospedali che si proponeva di abolire erano con bilanci spesso in attivo o sufficientemente equilibrati, nonostante fossero riconosciuti recuperi per le attività di valore inferiore rispetto a quelli degli ospedali più grandi per l’inferiore punteggio riconosciuto. I loro indici di produttività erano invidiabili e nettamente superiori alle corrispondenti strutture private. La loro chiusura e la riduzione dei servizi pubblici forniti ha fatto sorgere molte strutture private che trovano equilibrio economico per prestazioni pagate dal servizio sanitario pubblico. I cittadini hanno maggiori disagi, spendono di più perché spesso integrano con prestazioni a pagamento, il servizio sanitario pubblico ha costi più alti di prima.Fu vera gloria? I tagli imposti dalle autorità europee oggi , non sono una novità ma la continuazione di una politica già iniziata decenni fa.

    1. Grazie per l’informazione. Aggiungiamo che già i tagli degli anni ’90 avevano alla radice la necessità di uniformarsi ai vincoli imposti dall’Europa.

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