In questi anni abbiamo fornito tantissimi grafici, tabelle, commenti, testimonianze, a partire dagli studi della Modern Money Theory, per far comprendere in che modo la struttura dell’euro fosse fortemente antidemocratica.

Qui inseriamo un grafico a tutti comprensibile. A sinistra, in verde, la piramide della moneta in uno stato con moneta sovrana, a destra, in rosso, la piramide della moneta di un paese che adotta l’euro.

Sovranità monetaria ed euro

A sinistra, al vertice della piramide della moneta vi è lo Stato, monopolista della moneta, quindi la Banca Centrale che è un istituto pubblico e che agisce su indicazione del Parlamento; dalla Banca Centrale derivano i flussi monetari verso le banche (moneta verticale) a seguito del pagamento di stipendi, forniture, investimenti, e di qui al sistema privato di cittadini e imprese (moneta orizzontale). Le tasse non servono a ripagare la spesa pubblica, come noto.

A destra, al vertice della piramide della moneta vi è la Banca Centrale Europea, la quale immette denaro nel sistema economico soltanto attraverso le banche. Al di sotto, troviamo lo Stato, retrocesso a mero utilizzatore della moneta che è costretto quindi a prendere in prestito al tasso di interesse deciso dalle banche. Ne deriva che imprese e famiglie devono subire la tassazione da parte dello Stato impegnato a recuperare centesimo per centesimo l’ammontare della spesa pubblica più gli interessi passivi. 

Nel primo caso lo Stato può lasciare a famiglie e imprese il surplus finanziario necessario a pagare le tasse, vivere decentemente e risparmiare quanto necessario. Nel secondo caso, che è quello che stiamo vivendo, lo Stato drena i risparmi privati e li gira al settore finanziario.

Se cessa di farlo – se cioè cessa di tassare più di quanto spende per intascare il bottino da girare alle banche, come avviene da decenni in Italia – rischia il default, il fallimento.

 

Comments

    1. E infatti è un meccanismo totalmente inapplicabile finchè si resta nell’area Euro perchè lo Stato può permettersi di emettere Titoli a tasso 0 solo se detiene la SOVRANITA’ MONETARIA. In assenza di ciò NON PUO’ stabilire arbitrariamente quali interessi pagherà su quei Titoli ma saranno sempre i “mercati” ( le banche e i fondi nda ) a stabilirli.
      Tra l’altro è ingenuo pensare che i “mercati” abbiano a cuore il benessere del paese perchè + il paese è in difficoltà + aumenteranno gli interessi da pagare e + i “mercati” ci guadagnano.
      Tra l’altro quando questi Titoli arriveranno a scadenza dovranno sempre essere ripagati e i soldi per ripagarli dovranno comunque essere presi tramite il prelievo fiscale o la vendita di altri Titoli ai “mercati”.

  1. In linea di principio il ragionamento che Voi monetaristi fate sul significato dell’euro è da me condivisibile. Il grosso problema che rilevo spesso nelle vostre analisi è che non fate considerazioni di tipo socio-politico, di strategia economica e date per scontato che cose come lo Stato e le tasse debbano per forza esistere.

    1. Sull’imposizione fiscale ribadiamo che “esistono” per altre motivazioni che non sono quelle di procacciare i fondi necessari alla spesa pubblica.
      Ps. non siamo “monetaristi”, anzi, siamo il contrario.

  2. La Banca d’Italia anche ai tempi della lira era una istituzione idealmente autonoma dal governo. Questa autonomia era stabilita per resistere alle facili tentazioni populistiche dei governi a batter moneta producendo inflazione galoppante. Il nostro magnifico enorme debito pubblico è stato per gran parte prodotto allora, e l’euro ha solo consentito per diversi anni di abbattere il costo degli interessi pagati per sostenerlo. Più 1% di interessi medi sul debito == 20 miliardi di euro annui da pagare in più per lo stato italiano. Se lo stato “sfora” non del 3% del PIL ma del 4% e la banca europea non rassicura gli investitori che va tutto bene, che comunque garantirà lei dal rischio di insolvenza, può accadere che gli interessi sul debito, connessi al famoso spread, aumentino magari anche più di 100 punti == 1%, con il risultato che al netto le risorse per la gestione dello stato e gli investimenti, invece di aumentare, potrebbero persino diminuire, assorbiti dai maggiori interessi richiesti: il debito supera il PIL ed un 1% di interessi pesa come1,3 % di PIL . Meditare bene queste cifre, che spiegano come si debba avere una “approvazione” dall’Europa, e spiegano anche le lotte di Draghi per rassicurare i finanziatori dell’Italia ( i mercati == finanziatori del debito italiano). Un ritorno alla lira ed una svalutazione folle non ci salverebbero dal debito, anzi, poiché il rischio di un default sarebbe avvertito come altissimo, gli interessi correrebbero verso l’alto fino a divenire insostenibili. Quindi default. I creditori italiani e stranieri rimasti con il cerino in mano vedrebbero svanire gran parte dei loro soldi. A quel punto basta pensare alla storia recente dell’Argentina per farsi un’idea del proseguo: lacrime e sangue. Però se invece di essere dei lavoratori il cui reddito viene eroso drammaticamente, siete in possesso di un buon capitale in valuta pregiata, che avete premurosamente investito non in Italia ma altrove, allora chissà, potreste non averne troppo danno. Anche chi guadagna soldi facili intermediando potrebbe “pararsi”, dopo anni di depressione poi potremmo anche tornare a crescere come una nuova economia emergente ( == popolata di gente che ancora lavora moltissimo per paghe da fame ).

      1. Il primo è un articolo ricco in grafici dati e descrizioni, ma la sua sintesi perfetta e più chiara è nello scambio di battute fra il commentatore Mario e la Redazione.

        Mario: Quindi, se fuori da SME e banca centrale sotto controllo del tesoro, di quello che facevano i tassi USA e Germania ce ne sbattevamo il belino.
        Redazione: E’ appunto quello che argomentiamo in questo articolo.

        Quindi, rendendo le cose di una semplicità assoluta, se lo stato batte moneta sovrana a proprio piacimento per ripianare i suoi costi, allora non c’è problema di debito e del suo finanziamento. I tassi di interesse nel finanziamento dello stato possono essere stabiliti dal governo: se non arrivano soldi dai privati si stampano banconote e fine del problema! Semplice e geniale!

        Nessun dubbio?

        Il fatto che l’amministrazione pubblica possa spendere quello che vuole mentre, diciamo, un lavoratore stipendiato abbia un reddito fissato ed un potere di ricontrattarlo assai limitato non vi fa temere nulla?
        Chi pagherà alla fine le spese connesse a corruzione e concussione, le allegre prebende della politica e delle sue clientele, i mancati introiti delle evasioni fiscali?
        Siete convinti che il galoppo svalutativo della nostra moneta sovrana con cui pagheremmo ogni scialo amministrativo produca in definitiva maggior ricchezza per tutti ( o solo per alcuni?), a prescindere dai modi di impiego?

        Purtroppo, a mio avviso, non esistono soluzioni facili, e la demonizzazione dell’euro, in funzione di capro espiatorio, distoglie solo dai problemi reali (da cui l’euro non ci salva neanche, ma forse aiuta ad evidenziarli). Ci mancano:
        – un contesto che premi le aziende sane che operino nel rispetto della legge, producendo ricchezza vera e non parassitaria, con una lotta feroce a tutte le connessioni criminali
        – efficienza ed efficacia della pubblica amministrazione con migliori servizi: educazione, sanità, giustizia, fiscalità
        – una ripartizione equa sui cittadini dei costi dell’amministrazione pubblica
        – una politica al servizio della nazione e non dei politici ( vedi sopra)
        – etc.

        1. Invece di parlare tanto poniti una semplice domanda. Il privato è creatore o utilizzatore della valuta ?
          L’euro non è il capro espiatorio. Il vero capro espiatorio citato come causa della crisi economica è ciò di cui hai parlato, ossia la corruzione e l’evasione fiscale, che senz’altro possono essere problemi etici (soprattutto la prima) ma non comportano sottrazione di denaro all’economia reale in quanto rientrano sempre nella domanda aggregata, al contrario dei pareggi e surplus di bilancio da parte dei governi (cioè il settore pubblico governativo) a cui ci obbligano le regole europee.
          Per quanto riguarda la svalutazione, ti consiglio di informarti bene su ciò che diciamo prima di criticarci in quanto proponiamo un utilizzo completamente diverso della valuta sovrana.

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