Analizziamo quanto abbiamo imparato da un esempio reale: l’economia clintoniana dei riccioli d’oro per cercare il seme della crisi finanziaria globale. Utilizzeremo l’approccio dei bilanci settoriali. Già nel 2002, io (Randall Wray, nda), parlavo di una crisi di bilancio sia a livello statale che locale. L’economia era caratterizzata da una bolla guidata da un’insostenibile spesa a deficit privata. Dal 1996 al 2006 il settore privato ha speso più del suo reddito. Fino a quando l’economia è collassata; quello che non avevo chiaro era quanto depravata era diventata Wall Street. Hanno condotto la bolla-debito attraverso ogni sorte di frode. Oggi vediamo le conseguenze.

Dal periodo “riccioli d’oro” possiamo tratte una lezione. Con Bush senior il deficit era del 5% rispetto al PIL. Questo era utile per attuare una ripresa economica ma nel frattempo il settore privato si è spostato verso un deficit alimentato dai prestiti-frode che hanno permesso un boom immobiliare e dei consumi. Utilizzando l’approccio dei bilanci settoriali, nell’era di Clinton lo stato aveva un surplus di bilancio.

Tale surplus rappresenta l’immagine riflessa del deficit privato + deficit delle partite correnti (import>export, nda).

Dopo il collasso finanziario:

il settore privato è andato in surplus;

il deficit del saldo delle partite correnti è diminuito (i consumatori hanno comprato meno prodotti importati);

il deficit di bilancio è cresciuto perché è crollato il gettito fiscale come conseguenza del collasso delle vendite domestiche che ha aumentato la disoccupazione.

Purtroppo la lezione dell’era Clinton basata sul surplus di bilancio e quella della crisi finanziaria globale non è bastata. I politici sono convinti che il problema nasca da sperpero statale. Quindi procedono con tagli alla spesa e aumento delle tasse per ridurre il deficit di bilancio.

La realtà: gli eccessi di Wall Street hanno condotto all’aumento dell’indebitamento privato. La bolla, una volta esplosa, ha fatto crollare l’economia e ha causato la diminuzione delle entrate fiscali. Questo ha prodotto un notevole aumento del deficit di bilancio statale. La crisi ha ferito le entrate dello stato, che ha tagliato i servizi e ha aumentato le tasse (capirete in seguito che uno stato a moneta sovrana non  fronteggia problemi di solvibilità).

Ricordate sempre che:

Bilancio privato + Bilancio statale + Bilancio estero = 0

Primer 3 tratto da:
Recent USA Sectoral Balances: Goldilocks, the Global Crash, and the Perfect Fiscal Storm
http://neweconomicperspectives.org/2011/06/recent-usa-sectoral-balances-goldilocks.html

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