Comments

  1. purtroppo la trasmissione non è condotta da Barnard e si vede , ho spento gabbia da tempo, sprecare la presenza di Barnard in questo modo è vergognoso

  2. Salve Memmt staff,
    vorrei girare anche a voi il commento di un utente trovato sul FAtto Quotidiano sotto questo articolo http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/10/15/ex-manager-bancario-banche-non-aiuteranno-leconomia-reale-non-illudetevi/301739/
    cito testualmente il commento: “Mi si perdoni l’ignoranza in materia di banche ed economia, ma com’è possibile spiegare che all’assurdità spudorata a cui si sono spinte le banche non si sia ancora risposto con una iniziativa – privata o pubblica – di una Banca alternativa nazionale?
    Grazie a Chi voglia usarmi la cortesia di illuminarmi su questa materia.”

    voi come rispondereste?
    mi interessa il vostro parere in merito.
    grazie per l’attenzione.

  3. Ciao Enrico.
    La Banca nazionale di cui parli tu esiste nella maggior parte degli stati occidentali ed esisteva in Italia prima dell’81 (l’anno del cosiddetto Divorzio tra Banca Centrale e Tesoro), e si chiama Banca Centrale.
    Attraverso la Banca Centrale gli stati a moneta sovrana possono decidere in piena autonomia e senza vincoli le politiche economiche e monetarie che ritengono più adatte al perseguimento dell’Interesse Pubblico. Inoltre la Banca Centrale avrebbe (notare il condizionale) anche il compito di effettuare controlli periodici sulle Banche.
    Tuttavia, dagli anni ’80 in poi l’ideologia economica neoliberista divenuta dominante, ha convinto i politici e i cittadini che il potere di spesa degli stati dovesse essere limitato per evitare sprechi e fenomeni inflazionistici.
    Per inciso, tutte le argomentazioni portate a favore di quelle tesi sono state smontate una ad una dalla MMT.
    Comunque i neoliberisti lavorarono su due fronti principali. Da un lato fecero passare l’idea che fosse necessario limitare il potere di spesa degli stati e dall’altro operarono per fare in modo che ci fosse una deregolamentazione generalizzata del settore bancario privato.
    In questo modo si è spostato il potere di emettere la moneta e di investire i capitali dagli stati sovrani ai cosiddetti “mercati”.
    Questo processo accadde più o meno contemporaneamente negli Stati Uniti ed in Europa.
    L’Euro è solamente il punto di arrivo, il “mostro finale”, di tale processo.
    I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Limitando il potere d’investimento degli stati, ci si è inevitabilmente prostrati allo strapotere dei grossi gruppi industriali e finanziari.
    Tornando alla tua domanda, il processo che ti ho descritto sopra è il motivo principale per cui è così difficile, se non impossibile, sentir parlare oggi di “banche nazionali”.

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